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Terna avvia l’iter per un nuovo elettrodotto tra Napoli ed Ercolano

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Come si apprende da una nota stampa pubblicata ad inizio dicembre, il Gruppo Terna (l’azienda che si occupa del dispacciamento dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale) ha reso noti i primi dettagli relativi alla realizzazione di un nuovo elettrodotto che sorgerà tra Napoli ed Ercolano.

Le aree coinvolte

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha già avviato l’iter autorizzativo; contestualmente, Terna comunica di aver pubblicato l’avviso contenente l’elenco delle particelle catastali incluse nelle “aree potenzialmente interessate dall’infrastruttura”, che sorgerà tra i comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici e Ercolano.

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I cittadini coinvolti direttamente, ossia i proprietari delle particelle catastali che saranno interessate dai lavori, possono consultare la documentazione progettuale disponibile al link pubblicato negli albi pretori comunali nonché sul sito ufficiale della Regione Campania. L’azienda, a tal riguardo, sottolinea che “il progetto è stato elaborato e condiviso con tutte le Amministrazioni coinvolte prima dell’avvio dell’iter autorizzativo”. In aggiunta, si legge nella nota stampa, “eventuali osservazioni potranno essere trasmesse entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e per conoscenza a Terna”.

I dettagli dell’opera

L’intervento, che “si inserisce nel più ampio piano di riassetto della rete elettrica dell’area metropolitana di Napoli”, verrà implementato a fronte di un investimento da 38 milioni di euro da parte di Terna. Dal punto di vista tecnico, si legge nel comunicato della società, l’opera “prevede un collegamento interrato a 220 kV lungo circa 10 km tra la stazione elettrica Napoli Levante e la cabina primaria di Ercolano”. Per la realizzazione dell’infrastruttura verranno posati cavi ad isolamento in XLPE (polietilene reticolato estruso), una tecnologia che garantisce affidabilità ed efficienza.

L’ammodernamento della rete elettrica salernitana

Quella tra Napoli ed Ercolano non sarà l’unica opera di potenziamento della rete elettrica approntata da Terna in Campania. La società, infatti, investirà circa 80 milioni di euro per il potenziamento del servizio elettrico locale nell’area sud di Salerno.

In un comunicato del 10 dicembre scorso, sono indicati i dettagli di un ampio intervento che “consentirà di incrementare l’adeguatezza della rete e migliorare la qualità del servizio elettrico locale, assicurando maggiore efficienza nella trasmissione dell’energia in un’area oggi servita da elettrodotti risalenti agli anni ‘60”.

Allo scopo, Terna realizzerà cinque nuovi collegamenti tramite cavi interrati; in totale ne verranno posati circa 25 km. Inoltre verrà realizzata una nuova Stazione Elettrica nell’area industriale di Salerno. Grazie a questo intervento sarà possibile smantellare le infrastrutture ormai obsolete e, in particolare, oltre 250 sostegni e oltre 60 km di linee sospese che attraversano i comuni di Salerno, Pellezzano, San Cipriano Picentino, Giffoni Valle Piana, Pontecagnano Faiano, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella ed Olevano sul Tusciano. L’opera interesserà, nel complesso, un’area di circa 140 ettari, che saranno così liberati dall’ingombro delle infrastrutture elettriche esistenti.

Anche in questo caso, i cittadini e – in particolare – quelli proprietari delle particelle interessate dai lavori, avranno la possibilità di consultare la documentazione tecnica tramite gli albi pretori dei comuni o il sito della Regione Campania. Anche il termine per inoltrare eventuali osservazioni è il medesimo (30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso).

Gli incentivi per il fotovoltaico in Campania: il contributo del MASE alle aziende

Gli interventi di ammodernamento ed efficientamento della rete elettrica si inseriscono in un più ampio scenario di sviluppo del panorama energetico, sia a livello locale che nazionale. Infrastrutture più moderne, infatti, sono in grado di garantire non soltanto un servizio più efficiente ma anche una gestione più sicura delle risorse energetiche; inoltre, rappresentano un elemento indispensabile per gestire al meglio la transizione energetica e l’integrazione di nuove fonti sostenibili. In particolare, per quanto riguarda il settore elettrico, va registrato il contributo sempre più esteso del solare fotovoltaico, tanto ai privati quanto alle aziende.

Per queste ultime, il MASE ha aperto a inizio dicembre uno sportello per accedere alle agevolazioni destinate a “progetti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili”. Le aziende – di ogni dimensione – potranno presentare domanda fino alle ore 10 del 3 marzo 2026; potranno accedere al bonus, finanziato con una dotazione di 262 milioni di euro, le aziende della Campania, nonché quelle delle altre regioni meridionali (Calabria, Basilicata, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). “Gli interventi ammissibili” – spiega una nota del MASE – “riguardano l’installazione di impianti fotovoltaici e/o termo-fotovoltaici per l’autoconsumo, anche differito attraverso sistemi di stoccaggio elettrochimico, da realizzarsi in aree industriali, produttive o artigianali”.

Il mercato energetico e le fonti rinnovabili

Gli investimenti sul fotovoltaico e, più in generale, sullo sviluppo delle FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) tracciano il futuro del settore energetico nonché del mercato stesso, sempre più orientato verso soluzioni in grado di coniugare la sostenibilità economica con quella ambientale. Un numero crescente di operatori, infatti, garantisce ai propri utenti almeno una quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. C’è poi chi offre energia elettrica green al 100%, certificata mediante il meccanismo di annullamento delle Garanzie di Origine. Si tratta di Reset Energia, l’azienda di forniture energetiche per utenti privati fondata da Anass Tai e Tommaso Calemme, una realtà emergente che implementa un modello molto diverso rispetto alle più comuni offerte commerciali.

Reset, infatti, propone un servizio in abbonamento a canone mensile fisso; in altre parole, a fronte di un importo predefinito, comprensivo di quota consumi, oneri generali di sistema, imposte e IVA, l’utente ha a disposizione una certa quantità di energia, messa preventivamente a disposizione dal fornitore. Tale quantità varia in base alla fascia di consumo prescelta; Reset ne propone tre diverse (per consultare ulteriori dettagli basta accedere al link qui), così da permettere ai propri utenti di scegliere l’opzione che meglio si adatta alle proprie esigenze di spesa ed all’effettivo fabbisogno energetico del nucleo familiare.

Questa formula innovativa risponde alle esigenze di un mercato, quello dell’energia elettrica, che deve fare i conti con l’instabilità dei prezzi e dei riflessi che tale meccanismo ha sulle spese energetiche degli utenti finali. I recenti sviluppi di settore, infatti, hanno spinto gli utenti a preferire sempre più offerte commerciali stabili, così da poter avere un maggior controllo sulle spese energetiche e mettersi così al riparo dalle oscillazioni dei prezzi e dalle bollette ‘imprevedibili’.

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Antonio Mangione
Antonio Mangionehttp://www.internapoli.it
Giornalista pubblicita iscritto dalll'ottobre 2010 all'albo dei Pubblicisti, ho iniziato questo lavoro nel 2008 scrivendo con testate locali come AbbiAbbè e InterNapoli.it. Poi sono stato corrispondente e redattore per 4 anni per il quotidiano Cronache di Napoli dove mi sono occupato di cronaca, attualità e politica fino al 2014. Poi ho collaborato con testate sportive come PerSempreNapoli.it e diverse testate televisive. Dal 2014 sono caporedattore della testata giornalistica InterNapoli.it e collaboro con il quotidiano Il Roma
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