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Traffico di droga e sparatorie, 22 arresti a Catania: il retroscena legato a Niko Pandetta

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Una rissa trasformata in sparatoria dopo che un gruppo di ‘picciotti’ ritenuti vicino al clan mafioso Mazzei di Catania avrebbe impedito al cantante neomelodico Niko Pandetta di esibirsi con Tony Effe.

E’ il clamoroso retroscena che emerge dall’operazione antimafia che all’alba di mercoledì scorso, 15 luglio, ha portato a Catania all’arresto di 22 persone nella operazione coordinata dalla Dda etnea. Occhi puntati soprattutto su una “rissa degenerata in sparatoria, tra il 16 e il 17 aprile 2022, quando alcuni ragazzi, ritenuti vicini al clan Mazzei, dei ‘Carcagnusi’, avrebbero impedito ad un noto cantante neomelodico catanese, parente di un esponente di rilievo del clan ‘Cappello-Bonaccorsi’, di esibirsi insieme al trapper Tony Effe”, dicono gli inquirenti.

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Traffico di droga e sparatorie, 22 arresti a Catania: il retroscena legato a Niko Pandetta

Nel corso delle indagini, “oltre all’indiscussa leadership di uno dei destinatari della misura cautelare di oggi e alla struttura gerarchizzata dell’organizzazione (contraddistinta da suddivisione di ruoli e compiti tra affiliati)” per gli investigatori “è emerso a livello di gravità indiziaria il coinvolgimento della compagine criminale in una estesa attività di spaccio di stupefacenti, con piazze di spaccio al Villaggio Sant’Agata, Librino e a San Cristoforo”.

Nel prosieguo delle investigazioni, a partire dal 14 giugno 2023 si sono registrate una serie di sparatorie, al Villaggio Sant’Agata e Librino, ritenute dagli inquirenti collegate da un punto di vista indiziario ai fatti violenti ed ai contrasti occorsi presso la ‘Dogana’. In particolare, si sono susseguiti diversi “agguati armati, con la contrapposizione di due opposte fazioni interne al sodalizio stesso, costituite da un lato da chi voleva punire un membro asseritamente infedele del sodalizio e dall’altro da chi avrebbe preso le difese di quest’ultimo”, dicono i pm.

Per l’inquadramento e l’evolversi degli eventi determinante è stato il monitoraggio di una donna, legata da vincoli di parentela ad uno dei protagonisti che avrebbe raccontato, a familiari e parenti, i fatti, sviscerando ragioni e natura dei dissidi con plurimi dettagli.

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Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
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