Lutto nella Polizia di Stato per la scomparsa di Ivan Francescon, assistente capo di 52 anni in servizio al Reparto Prevenzione Crimine del Veneto, con sede a Padova in via d’Acquapendente. Il suo corpo è stato rinvenuto lunedì lungo il fiume Brenta, una notizia che ha colpito profondamente colleghi e amici della questura patavina.
La tragica scoperta ha rapidamente fatto il giro degli uffici, lasciando sgomenti quanti avevano condiviso con lui anni di lavoro. Sui social sono comparsi numerosi messaggi di cordoglio e fotografie che lo ritraggono sorridente, testimonianza di un legame professionale e umano molto forte. Francescon era apprezzato per la dedizione al servizio, ma anche per un episodio che la scorsa estate aveva attirato l’attenzione nazionale. Il 17 giugno, mentre si trovava in vacanza a Jesolo con la famiglia, intervenne per soccorrere una bambina di 10 anni in difficoltà tra le onde. Stava per entrare in acqua con il suo golden retriever quando si accorse della piccola che rischiava di annegare.
Dopo aver affidato il cane al figlio diciassettenne, si tuffò senza esitazione. Nonostante le onde e i ripetuti momenti in cui finì sott’acqua, riuscì a raggiungere la bambina e, con l’aito di altri due bagnanti, a formare una catena umana che permise di riportarla a riva sana e salva. Per quell’intervento fu insignito di un riconoscimento ufficiale dal questore Marco Odorisio. Lui, però, aveva sempre minimizzato parlando di un gesto istintivo, compiuto senza riflettere, spinto soltanto dalla necessità di aiutare. La sua morte, avvenuta fuori servizio, lascia un vuoto profondo in chi lo descrive come un uomo riservato, concreto e sempre disponibile verso gli altri.


