Falò e sagre, rivive oggi nella sua forma più arcaica la tradizione del fuocarazzo di Sant’Antonio Abate. Una festa popolare di buon auspicio e all’insegna dell’allegria, che verrà riproposta nel pomeriggio alla cittadinanza. Nel piazzale antistante al convento di Santa Maria degli Angeli, infatti, fin dalle 16 i residenti del centro storico potranno seguire la liturgia che anticiperà il tradizionale “cippo”. Molto ricco il programma della festa, che prevede la benedizione degli animali, la celebrazione della messa e, dopo l’attesissimo fuocarazzo, una sagra a base di salsicce e friarielli. Una festa di origini antichissime, che aveva il significato di invocare le forze positive della natura e di ravvivare lo stanco sole invernale. Un rito di cui non se ne è mai realmente perso traccia in città, ma che fino all’anno scorso era stato proposto in forme strettamente private e prive di qualsiasi connotazione religiosa. Oggi, invece, grazie all’impegno dei frati del convento di Santa Maria degli Angeli e alla collaborazione dell’Ascom cittadino, la festa sembra destinata a rivivere gli antichi fasti. In un perfetto connubio di elementi cristiani e pagani, l’accensione del cippo avverrà in serata, coinvolgendo e affascinando centinaia di persone. Secondo gli antropologi, l’intento originario del rito era quello di assicurare alla comunità una provvista abbondante di sole sia per gli uomini che per gli animali, ma anche per tutta la natura. La festa del fuoco, tuttavia, è legata anche ad un’altra interpretazione. Un’interpretazione che si basa sulle qualità purificatrici della fiamma. Il fuoco, bruciando gli elementi nocivi, materiali e spirituali, allontanerebbe da tutti gli esseri viventi malattie e morte. Il rito del fuocarazzo, spesso accompagnato dalla paranze musicali del luogo, viene celebrato anche nei comuni di Villaricca e Giugliano.
E A MARANO ALLE 16 FALO’ E SAGRE, IL TRADIZIONALE FUOCO DI SANT’ANTONIO
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