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SPARA DI NUOVO L’ARMA DEI CASALESI, UCCISO LO ZIO DEL PENTITO LUIGI DIANA

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Non bastano gli arresti e i sequestri di beni, né i blitz delle forze dell’ordine e i check point istituiti proprio ieri dai militari per fermare la camorra in provincia di Caserta. I killer sono tornati ieri mattina a sparare e a uccidere e lo hanno fatto a Casal di Principe, ovvero nel cuore del territorio dove è attiva la più potente e temeraria delle organizzazioni camorristiche della Campania, che da questa zona prende il nome, clan dei Casalesi. Diciotto colpi di pistola di grosso calibro per portare a termine l’ennesima missione di morte in pieno giorno, all’interno di un circolo ricreativo e davanti a numerosi testimoni.

La vittima dell’agguato è Stanislao Cantelli, di 60 anni, incensurato, zio del collaboratore di giustizia, Luigi Diana. Due sicari, secondo la ricostruzione della squadra mobile di Caserta, hanno fatto irruzione nel locale. L’agguato è avvenuto all’interno del circolo ricreativo di corso Umberto I, la lunga e più importante strada di Casal di Principe. I sicari potrebbero essere elementi di cosche non della zona.

Stanislao Cantelli, i cui familiari gestiscono un caseificio nella zona, si trovava in una sala insieme con altre persone a giocare a carte quando sono entrati in azione i killer che lo hanno ucciso, con colpi di pistola calibro 9, l’arma con la quale i Casalesi quesi sempre firmano i loro delitti. Gli agenti della Mobile hanno interrogato diversi testimoni presenti al momento dell’agguato, nonché familiari e alcuni amici dell’ucciso ed hanno eseguito numerose perquisizioni in abitazione di pregiudicati dell’agro aversano.Sono risultati infruttuosi i posti di blocco e le ricerche dei sicari in tutto l’agro aversano ed anche nei comuni limitrofi del napoletano. La pista principale seguita dagli investigatori è quella della vendetta “trasversale”, per punire lo zio della vittima, il pentito Luigi Diana che con le sue rivelazioni ha consentito agli inquirenti di assestare duri colpi alla organizzazione.

L’omicidio potrebbe essere attribuito al gruppo di fuoco dei cosiddetti scissionisti che si sono staccati dalla fazione capeggiata da Francesco Bidognetti e che negli ultimi tempi si sarebbero resi responsabili di eclatanti azioni, come la strage di Castel Volturno dove furono uccisi sei immigrati africani. Al momento, nonostante gli arresti di elementi di vertice dei giorni scorsi, ed il sequestro di beni mobili ed immobili per oltre 100 milioni di euro, la cosca sembra ancora particolarmente attiva. Gli scissionisti, ritenuti guidati dal latitante Giuseppe Setola, avrebbero,dunque, disposto una nuova azione dimostrativa per riaffermare la propria presenza criminale. L’uccisione di Cantelli appare in ogni caso come un ulteriore momento della strategia “stragista” dei Casalesi contro testimoni, collaboratori di giustizia e loro parenti O contro chiunque denunci espoenenti del clan. (Ansa)

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