Negli ultimi tempi il mondo dello sport si è confrontato con una serie di avvenimenti fatali molto simili tra loro. Tre sportivi di diverse discipline, negli ultimi tre mesi hanno perso la vita in campo o in allenamento: un calciatore, un pallavolista e un nuotatore, mentre un altro calciatore è in coma.
C’è un filo conduttore tra le cause di morte di questi atleti: l’arresto cardiaco, fulmineo e dirompente. La morte, come in ogni attività, è normale anche nello sport, ma non quando colpisce senza motivazioni apparenti e si abbatte su atleti non soggetti a particolari rischi. Sono molte infatti le persone che praticano sport per mantenersi in forma o semplicemente come passatempo ed è proprio in questa vasta categoria di atleti, che sta montando la preoccupazione per i rischi derivanti dalla pratica sportiva amatoriale. Per questo motivo InterNapoli.it ha incontrato il dottor Andrea Granata, dirigente di struttura cardiologia presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, al quale abbiamo chiesto consigli per un corretto approccio allo sport, sia amatoriale che professionale.
Dottore, dopo i recenti avvenimenti, è ancora corretto sostenere che praticare sport fa bene alla salute?
Svolgere attività fisica fa bene a tutti, a qualsiasi età e sesso. Aiuta a curare una serie di malattie, quali: l’obesità, i disturbi di pressione, il diabete, la depressione e soprattutto, allunga la vita. E’ fondamentale che intensità e durata siano correlate all’età. Bisogna tuttavia distinguere tra sport come attività continuata e prolungata (professionisti e agonisti) e quello amatoriale come ad esempio la corsa, la partita di calcio, ecc…
Cosa suggerisce a chi si appresta a praticare sport a livello amatoriale?
Tra i consigli che si possono dare alle persone di tutte le fasce di età c’è sicuramente quello di fare prima una visita cardiologica e se ci si trova di fronte a problemi di pressione, diabete e colesterolo, fare accertamenti più approfonditi, come l’elettrocardiogramma, l’eco-cardiogramma e l’elettrocardiogramma da sforzo almeno una volta all’anno.
E per chi pratica sport a livello agonistico?
Per gli sportivi il discorso è più delicato. Fanno attività motoria prolungata e più intensa. Consiglio agli allenatori di sottoporre tutti gli atleti a periodiche visite di Medicina dello sport, presso strutture adeguate del nostro servizio sanitario nazionale. Anche con supplementi d’indagine con eco-cardiogramma ed elettrocardiogramma da sforzo.
Quanto è importante il primo soccorso in caso di malore sopraggiunto durante una partita di calcio o di qualsiasi altra attività sportiva a livello agonistico?
E’ fondamentale. Il primo soccorso deve essere prestato da personale qualificato. Ogni squadra ad esempio dovrebbe possedere un defibrillatore portatile da poter essere utilizzato all’occorrenza, perché con esso è possibile salvare vite. Ogni squadra dovrebbe essere seguita da un medico specialista in medicina dello sport, oltre a personale addestrato a praticare manovre di rianimazione cardiorespiratorie di primo soccorso, quelle che normalmente vengono definite con il termine B.S.L. (Basic Suppor Life).

