«Hanno arrestato la moglie del “mussuto”». La notizia dell’operazione dei carabinieri scattata questa mattina all’alba, ha già fatto il giro della cittadina a nord di Napoli, ma è stata inutile la corsa alle edicole, i giornali di oggi, quelli tradizionali per intenderci, non hanno fatto in tempo a pubblicare i dettagli dell’operazione. Ecco che la corsa si sposta sul web: presi d’assalto i principali siti d’informazione locale. Ogni volta che il clan Pianese finisce nell’occhio del ciclone, sale l’attenzione dell’opinione pubblica e la notizia diventa cliccatissima. L’arresto di Raffaella D’Alterio e di un nutrito gruppo di fiancheggiatori, era attesa già da tempo. Il clan, infatti, si stava ricomponendo dopo le vicende degli ultimi tempi che lo hanno visto attaccato su due fronti e decimato da omicidi e arresti. Negli ultimi tempi però qualcosa stava cambiando. Grazie alla droga e al racket, lo sparuto gruppo di reduci, si stava ricompattando, assoldando nuova manovalanza e facendo crescere il clan, tanto da riportare a livelli di allarme il timore della gente nei loro confronti.
Qualiano «zona franca». Dopo gli arresti di questa mattina, il territorio di Qualiano potrebbe finire nelle mani di altri clan. Lo ha detto il Pubblico Ministero Nunzio Fragliasso nel corso della conferenza stampa di questa mattina, dove sono stati descritti i dettagli dell’operazione scattata all’alba. «Una volta arrestati tutti i componenti del clan, sia dalla parte dei De Rosa che dalla parte dei Pianese – D’Alterio, Qualiano è diventata di fatto una zona franca. E’ ipotizzabile – ha poi aggiunto – che i clan dei comuni limitrofi, in particolare i Mallardo e i Casalesi, possano riempire il vuoto che si è venuto a creare».
La faida scoppiata nel settembre del 2006, ha avuto l’effetto di avviare una “selezione naturale”, un modo per lasciare in attività solo i più forti, che si sarebbero poi spartiti il territorio. Tutto ha avuto inizio con la morte del boss Nicola Pianese. Era il 14 settembre del 2006. Il boss era da poco uscito dal carcere per decorrenza dei termini. Durante la sua assenza, i gregari del clan si erano organizzati a fare affari, anche senza di lui. La presenza del boss stava diventando scomoda e fu così che proprio tra i suoi fedelissimi, partì l’ordine di farlo fuori. Lo uccisero a bordo della sua vettura. Pianese era in compagnia dell’autista che uscì miracolosamente illeso dal raid omicida. Poi toccò a Pasquale Russo (‘o cartunaro) l’8 novembre del 2006, in quest’occasione i killer utilizzarono una finta ambulanza per spettacolarizzare l’esecuzione. Poi toccò ad Armando Alderio, fedelissimo del boss Nicola Pianese, venne freddato dai killer mentre percorreva Via Campana in compagnia di un’altra persona rimasta miracolosamente illesa, era il giorno 1 dicembre del 2006. Il 7 febbraio del 2007 praticamente nello stesso posto dove fu ucciso Pasquale Russo, un giovane 25enne, Vincenzo Iuffredo veniva “gambizzato”. Il 23 ottobre del 2007, i carabinieri fecero irruzione in un appartamento di via Giulio Cesare a Qualiano, arrestando sei persone che, secondo le indagini, stavano partecipando ad un summit, tra i sei arrestati spunta il nome di Nicola Pianese, 19 anni figlio dell’omonimo boss, che alcuni giorni dopo evade dai domiciliari, ma viene poi rintracciato e rispedito in cella. Il 16 febbraio 2008 venne freddato in una pizzeria di Qualiano il pluri pregiudicato Carmine Starace, 45 anni residente a Qualiano. La morte di quest’ultimo viene interpretata dagli inquirenti come un chiaro segnale di ripresa della faida interna al clan, interrotta circa un anno e mezzo prima con la morte di Alderio, tra coloro che aspirano a mantenere il controllo del racket e della droga. Alcuni giorni dopo, il 29 febbraio 2008, vennero arrestate cinque persone, tra cui il “reggente” del clan Paride De Rosa. Un mese dopo, il 29 marzo dello stesso anno, venne trucidato dai killer Antonio Sarappa, il vice di De Rosa, mentre percorreva le strade di Castelvolturno in compagnia del suo autista e scortato da altre vetture. Ancora pochi mesi dopo, una “costola” del clan facente capo alla famiglia D’Alterio, dopo l’annientamento dei rivali, aveva ricominciato a tessere la tela per un ritorno a pieno titolo negli affari del clan, ma il 6 giugno del 2008 una nuova raffica di arresti, frenò le aspirazioni delle nuove leve del clan Pianese: furono arrestati infatti Bruno D’Alterio, Sergio Palumbo, Vito Guadagno, Luigi Mallardo, Luigi Poerio e Giovanni Correale, per aver estorto denaro ad un imprenditore di Villaricca, poi rivelatosi affiliato al clan avversario e mandante dell’omicidio Landi. Nel settembre dello stesso anno finì in manette anche Agostino Migliaccio, un altro componente dei De Rosa che, insieme a D’Agostino e al boss, appunto, Paride De Rosa, stava cercando di prendere il controllo del territorio a Qualiano. Prima dell’agguato alla moglie del boss Raffaella D’Alterio, nel febbraio del 2009, è la volta del ferimento di un’altra donna, Fortuna Iovinelli, 41 anni di Villaricca, amica di Raffaella D’Alterio che venne ferita da un proiettile esploso contro la sua auto, in via Cristoforo Colombo a Qualiano. La donna si salvò miracolosamente. Era il 18 dicembre del 2008. Ma le vicende del clan non finiscono. Nel marzo del 2009 venne ucciso in una zona periferica del paese, il 19enne Stefano Falco, finito nell’agguerrita contesa tra le due fazioni del clan Pianese: quella dei D’Alterio e dei De Rosa. Il giovane 19enne venne freddato dall’ala conservatrice dei De Rosa. Alcuni mesi dopo, nel giugno del 2009, venne arrestato il presunto mandante del suo omicidio, l’imprenditore Gennaro D’Agostino detto «Cocktail». Nel frattempo spuntano i pentiti e si aprono i processi. Relativi anni di calma. Qualche arresto: pesci piccoli accusati a vario titolo di estorsione, droga e armi. Uno degli ultimi episodi avvenuti nella zona, ma che deve ancora essere inquadrato nel dettaglio è il ferimento, alcuni giorni fa, ai danni di un commerciante di 30 anni, pregiudicato. L’uomo, anche se non risulta affiliato a nessun clan, gestisce un negozio nella stessa zona, che alcuni anni fa era sotto il controllo del trio: Paride De Rosa, Agostino Migliaccio e Gennaro D’Agostino. Con gli arresti di oggi, viene inferto un altro duro colpo al clan Pianese.


