ARITMIE, CRESCE IL NUMERO DI CASI
Al via l’annuale workshop di Venezia

<b>ARITMIE</b>. Casi in aumento

INTERNAPOLI. Al via quest oggi l’International Workshop di Venezia, appuntamento annuale e punto di riferimento per chi si occupa di aritmologia e cardiostimolazione. Tre giorni di approfondimenti, dibattiti e scambi di collaborazioni tra i massimi esperti del settore. Il presidente del congresso, dottor Antonio Raviele ha oggi aperto i lavori ricordando gli enormi progressi che ha visto nel corso degli ultimi anni il trattamento dei disturbi del ritmo cardiaco In particolar modo il perfezionamento delle metodiche invasive ha permesso di trattare un numero sempre maggiore di pazienti affetti da svariate aritmie. I maggiori successi sono giunti sul fronte della fibrillazione atriale, di gran lunga l’aritmia più diffusa ed una delle più fastidiose per il paziente. Un campo in cui l’italia è all’avanguardia, assieme ad altre nazioni europee.
La tecnica dell’ablazione, sviluppata recentemente, ha permesso gli enormi avanzamenti in termini di successo terapeutico ed ha dato la possibilità a tantissimi pazienti di interrompere la terapia farmacologia antiaritmica, spesso difficile da tollerare e – sembrerebbe paradossale – di per sé fonte di aritmie. La metodica consiste nel creare delle “cicatrici” nel cuore, in modo tale da impedire il propagarsi ed, in alcuni casi particolari, il generarsi delle correnti aritmogene, quelle che innescano ed alimentano i disturbi del ritmo.
Si tratta di una tecnica di recente sviluppo che, tuttavia, è ormai disponibile nei principali ospedali italiani. Non scevra da rischi peri-procedurali, trattandosi di una metodica invasiva, il trattamento interventistico dei disturbi del ritmo si rivela però uno strumento sicuro ed efficace in mani esperte.