INCIDENTI SUL LAVORO: QUATTRO MORTI AL GIORNO
La 55° giornata nazionale in ricordo delle vittime

Il logo della manifestazione


INTERNAPOLI.L’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro (ANMIL) celebra oggi la 55ª edizione della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. Numerose manifestazioni sono previste in tutte le province d’Italia.

“La Giornata rappresenta un importante momento di confronto tra parti sociali e istituzioni sulle cause di questo fenomeno ma soprattutto per comprendere quali azioni di contrasto possono essere intraprese sia per invertire queste drammatiche cifre sia per migliorare la tutela degli infortunati sul lavoro. – ci dice il portavoce dell’associazione – Per rafforzare la visibilità di questa Giornata abbiamo voluto inoltre promuovere una campagna pubblicitaria che ci auguriamo possa essere veicolata su tutto il territorio nazionale usufruendo degli spazi riservati gratuitamente alla comunicazione sociale. Si tratta di uno spot dal titolo “La mattonata” ideato da quattro giovani creativi, Francesco Alliaud, Francesco Riginelli, Michele Monti e Harald Pizzinini, vincitori del Concorso indetto da ANMIL e INAIL “cortoSicuro”, scelti da una valente Giuria presieduta da Ettore Scola”
Le statistiche non lasciano dubbi sulla rilevanza del fenomeno, denunciando 4 morti al giorno, oltre 1 milione di infortuni l’anno e di questi 30.000 esitano in gravi invalidità permanenti. Si tratta di un fenomeno drammatico che, tra quelli evitabili, è secondo solo agli incidenti stradali. Un dato da non prendere con superficialità, considerando che circa la metà delle vittime è rappresentata da giovani lavoratori di età compresa tra i 17 e i 34 anni. Numeri da strage, ma suscettibili di una massiccia contrazione ricorrendo ad un’adeguata prevenzione. Purtroppo, i fatti dimostrano che i regolamenti e le leggi sulla sicurezza negli ambienti di lavoro – seppur già piuttosto restrittivi – non sono sufficienti a debellare il fenomeno. Si avverte la necessità che si sviluppi una vera e propria cultura della prevenzione. Non guasterebbe, inoltre, che le norme esistenti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro vengano rispettate univocamente ed in tuttoil Paese.
Non già una mera commemorazione dunque, ma una preziosa occasione di riflessione e di coinvolgimento dell’opinione pubblica. Prevenzione vuol dire comprensione dei rischi e dei possibili rimedi, ma soprattutto impegno. Si tratta di una grande sfida di civiltà, tutti i cittadini sono chiamati a contribuire affinché il lavoro diventi più sicuro per se stessi e per gli altri.