MARANO. A Pianura la chiamano via Marano. A Marano la chiamano via Pianura. Da qualunque parte la imbocchi, però, a un certo punto la strada si interrompe. È la provinciale 97, una via «maledetta». Sopra l’asfalto, sotto il vuoto. È chiusa da dieci mesi a causa di una frana che ha portato giù, in più tratti, dalla collina dei Camaldoli, fiumi di fango e detriti, travolgendo muri di contenimento, alberi, auto. Adesso, dopo decine di sopralluoghi tecnici e verifiche idrogeologiche, la Provincia annuncia il risanamento. Con un milione e centomila euro partirà un intervento complessivo di messa in sicurezza dei cigli, di riempimento delle zone di vuoto sottostanti alla via e di rifacimento completo della strada. «Ma non sarà un intervento semplice – spiega l’assessore provinciale Mario Casillo – si tratta di un’opera molto delicata sul piano tecnico». Sulla progettazione, non a caso, è intervenuta pesantemente la Commissione straordinaria per le emergenze del suolo e del sottosuolo del Comune di Napoli, che farà un’attenta supervisione anche sui lavori. I rischi arrivano da sottoterra: la zona poggia su una sorta di reticolo di cavità su cui, in maniera imprudente, negli anni, si è cementificato senza freno creando seri danni idrogeologici. Ora, con il finanziamento della Provincia, per la messa in sicurezza si dovranno aspettare novanta giorni per l’espletamento della gara d’appalto e almeno ottanta per i primi lavori che consentiranno la riapertura della via per il prossimo luglio. La strada fu chiusa il cinque marzo dello scorso anno. Quel giorno piovve per undici ore consecutive. La collina dei Camaldoli, devastata dall’abusivismo edilizio, spogliata di alberi e terreni per fare posto a ville e palazzi, non resse. Sui versanti della zona collinare, verso Pianura, verso Marano e verso Quarto scivolò un lungo e insidioso fiume di fango che invase i centri abitati, le case, i negozi, occupò strade e provocò decine di piccoli smottamenti. Il più grave proprio sulla Marano-Pianura, la provinciale 97. L’asfalto si aprì in più punti, lasciando vedere le cavità su cui poggiava. In questi casi si dice che solo per una pura fatalità non ci furono vittime. Quella strada, infatti, era percorsa quotidianamente da migliaia di automobilisti: è l’unico collegamento tra Pianura e la zona ospedaliera, la strada che unisce Vomero e Arenella all’affollato quartiere flegreo. Ma è anche l’arteria lungo la quale defluisce il traffico dei pendolari che da Marano e dal Giuglianese si dirigono verso la zona occidentale di Napoli. Un volume di traffico che, dal giorno della frana, si è distribuito su itinerari alternativi.
ANTONIO MENNA – IL MATTINO 3 FEBBRAIO 2006

