Biagio Esposito, ex scissionista, sta vuotando il sacco su diversi episodi riguardanti gli episodi sanguinosi dell’area nord di Napoli. Centinaia di pagine che raccontano la spietatezza dei killer degli scissionisti e non solo, ma – a volte – anche dell’inesperienza. E’ il caso del primo delitto che ha portato la sua firma nella scia di sangue che ha bagnato l’area nord agli inizi degli anni duemila. Il suo battesimo di fuoco fu nel distributore di benzina tra Arzano e Casandrino. Biagio Esposito, dopo aver incontrato Lello Amato ed Ernesto D’Avanzo in un’agenzia di pompe funebri, salì sulla moto con Ernesto Ferone e partirono alla volta del distributore di benzina. Si doveva “vendicare” una spedizione punitiva degli arzanesi nella piazza di spaccio del Terzo Mondo.
“Arrivati sul posto, Ernestino mi fece segno che la persona che doveva essere sparata era quel ragazzo sulla panchina. Io scesi dalla moto e, a distanza di 3 o 4 metri, sparai 2 o 3 colpi verso questo ragazzo. Non so dire di preciso dove avessi sparato perché era la prima volta e sinceramente lo feci con gli occhi chiusi. Al ritorno – si legge da Cronache di Napoli – andammo sempre nel negozio di pompe funebri dove Ernestino si rivolse vicino a Valentino e D’Avanzo che non mi ero comportato da killer perché un vero killer doveva andare sotto alla vittima e dare il colpo di grazia alla testa”. A morire, in quell’occasione, non fu lo ‘scognato’, ma suo fratello che, nella vicenda, non aveva alcuna responsabilità.


