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lunedì, Maggio 16, 2022
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Polemiche per i crocifissi ai seggi


La cronaca registra tre casi di ‘conflitto’ dialettico ai seggi per diversi punti di vista sulla presenza del crocifisso nelle aule adibite a seggio. Ad Amelia, in Umbria, ieri pomeriggio all’atto dell’insediamento del seggio numero 8 nella scuola di Fornole, il presidente avrebbe deciso di togliere il crocifisso dal muro dell’aula destinata alle operazioni di voto. Immediate le proteste di alcuni rappresentanti dei partiti di centrodestra impegnati nello stesso seggio. Sono stati gli agenti della Guardia di Finanza di guardia al seggio ad avvertire del fatto i Carabinieri di Amelia, che in tarda mattinata hanno compiuto un sopralluogo.

A Senigallia, nelle Marche, invece, un elettore cinquantenne, tale Fiorenzo Nacciariti, simpatizzante dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, ha chiesto la rimozione del crocifisso come condizione per votare. Nacciariti ha ritirato le schede per le elezioni di Camera e Senato ma, come ha spiegato lui stesso in un messaggio scritto che ha chiesto venisse allegato al verbale dell’Ufficio elettorale di sezione, si è ritenuto “impossibilitato” ad esercitare il suo diritto “per la presenza del simbolo della religione cattolica apostolica romana, detto crocifisso, nelle sale delle votazioni”. E’ andata meglio ad un cittadino veneto con le stesse idee di Nacciariti: a Cornuda, nel Trevigiano, un pensionato ha chiesto e ottenuto che venisse tolto il crocifisso per poter votare.


LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO IN MATERIA. Pur non essendoci a livello giuridico alcun pronunciamento che dica chiaramente se il crocifisso debba o meno essere presente nei seggi elettorali, un orientamento in materia lo ha dato la sentenza del Consiglio di Stato del 15 febbraio scorso, relativa alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche.
Il Consiglio di Stato – respingendo il ricorso di una donna finlandese residente a Padova che chiedeva di rimuovere il simbolo cristiano dalla scuola frequentata dal figlio – ha infatti scritto che il crocifisso non va rimosso dalle aule perché ha una “funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni”. Si tratta, scrive ancora il Consiglio nelle 19 pagine di sentenza, di un simbolo “idoneo ad esprimere l’ elevato fondamento dei valori civili, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”. ANSA

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