HomeAttualità e SocietàLEGAMBIENTE E COMUNE ALL'ATTACCO: «NIENTE PIU' RIFIUTI A GIUGLIANO»

LEGAMBIENTE E COMUNE ALL’ATTACCO: «NIENTE PIU’ RIFIUTI A GIUGLIANO»

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Non c’è nulla di ufficiale, ma in città gli ambientalisti sono già scesi sul piede di guerra. Per molti è solo questione di ore: i rifiuti accumulati per strada a causa del cattivo funzionamento degli impianti di Cdr arriveranno a Giugliano in una nuova discarica. Una prospettiva che inquieta non poco anche l’amministrazione comunale che, alle prese con la bagarre politica, rischia di essere travolta da una nuova e più grave emergenza. È scattato subito il tam tam di telefonate tra le associazioni con l’obiettivo di giocare d’anticipo, senza farsi sorprendere da una nuova ordinanza del commissario di governo. Presto una riunione per decidere il da farsi: occupare la sede del Consiglio regionale, bloccare treni e strade, poi si vedrà. Insomma, la tensione è alle stelle. Due le ipotesi che fanno paura: l’attivazione di Cava Ripuaria, a pochi passi dal sito di Settecainati, sul litorale di Varcaturo, oppure, e sembra la più probabile, sfruttare la capacità residuale di «Masseria del pozzo 1», invaso della discarica consortile che per dieci anni ha accolto i rifiuti dei venti comuni del Consorzio di bacino di Napoli Uno, più il capoluogo campano. Non mancano le reazioni. Alla circoscrizione Lago Patria hanno già chiesto una convocazione urgente del Consiglio: a Catenacci chiedono garanzie per iscritto. «Il rapporto ecomafia individua da anni questa come una delle zone più degradate d’Italia. Le conseguenze sulla salute di ambiente e residenti sono state certificate anche da una ricerca sui tumori – denuncia Raffaele Del Giudice, Legambiente Campania – ma è evidente che questi dati, insieme, con le relazioni scottanti della commissione del ciclo dei rifiuti e gli esiti delle inchieste della magistratura, con decine di arresti, non sono servite a nulla. Continuare a scaricare a Giugliano farà un’altra vittima: la credibilità delle istituzioni che prima firmano i protocolli e, poi, nei fatti smentiscono le loro azioni». Al Comune si giocano un’altra carta: sventolano come deterrente i dati allarmanti dell’Arpac. «Grazie ad un fondo strappato alla Regione per analisi e trivellazioni – dice il sindaco Francesco Taglialatela – siamo finalmente in grado di dimostrare che questo territorio è altamente inquinato e che non può sopportare più altri carichi. Ora basta, si deve pensare alla bonifica». Le indagini riguardano proprio la discarica consortile di via santa Maria a Cubito. Destinata da un antico progetto a diventare addirittura un campo da golf, ora continua ad appestare l’aria. Così se Cava Ripuaria potrebbe essere «salvata» dal contezioso davanti al Tar, su ricorso della Fibe, alla quale è stato bocciato il progetto preliminare dal commissariato, si pensa a Masseria del Pozzo, sulla stessa arteria che ospita anche l’ipermercato Auchan. «La viabilità è già al collasso, manca solo che arrivino centinaia di camion al giorno. Catenacci mantenga il suo impegno – dice Tilde Adamo, presidente del comitato Ponte Riccio – a Giugliano non si deve scaricare più». «Si parli di messa in sicurezza – aggiunge Giuseppe Di Girolamo, coordinatore cittadino verdi – non si possono accogliere nuovi rifiuti».


TONIA LIMATOLA







Crisi rifiuti, una cabina di regia nazionale


Slitta la firma dell’ordinanza per l’apertura di nuovi siti. Indispensabili nuovi sversatoi, proteste a Torre del Greco

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Una bozza dell’ordinanza è già arrivata in Regione ed è ripartita ieri per Roma con tanto di osservazioni. Ma ci vorrà ancora qualche giorno per mettere a punto la nuova disposizione di Protezione civile per l’emergenza rifiuti, che già ieri doveva, secondo le previsioni, arrivare alla fima del presidente del Consiglio, Romano Prodi: si parla di una cabina di regia nazionale sulle crisi ambientali al Sud. La Regione, tramite l’assessore all’Ambiente Luigi Nocera, ha confermato il sì al rafforzamento dei poteri al commissario Corrado Catenacci sulla delicata questione dell’apertura di nuove discariche indispensabili a fronteggiare la crisi. Ma la Regione ha aggiunto anche un altro punto che conferma la scelta: «Il commissario agisca non d’intesa ma dopo avere solo sentito il parere della Regione». Che significa? «Significa sveltire le procedure – risponde Nocera – anche se dal punto di vista lessicale indica ben poco. Insomma, di fronte a una crisi, il commissario non sarà costretto a convocare riunioni che allungano i tempi delle scelte a danno dei cittadini, come sta avvenendo in queste ore». Insomma, potrebbe essere un modo per scongiurare o prevenire ondate di protesta: i focolai di questi giorni sono un esempio e altre se ne stanno preparando in vista di scelte temute dalle comunità locali. A Torre del Greco s’è costituito un comitato che ieri sera ha avviato rimostranze contro lo stoccaggio provvisorio aperto ad altri comuni in località Santa Maria La Bruna, sul piede di guerra Ariano Irpino, Giugliano e Tufino dopo le voci di riapertura di vecchi sversatoi, indispensabili nonostante il lento miglioramento a tre settimane dal blocco del Cdr di Tufino. La Regione ha chiesto anche di indicare in questa ennesima ordinanza «un soggetto attuatore per il passaggio delle competenze in materia di rifiuti dal commissariato alla Regione entro l’anno prossimo». «Dopo 13 anni di commissariamento – spiega Nocera – è necessaria una struttura che accompagni il processo di passaggio delle competenze, a partire dal censimento delle proprietà disponibili e dei contenziosi, sarebbe impossibile caricare subito la Regione di tutto». Sull’ordinanza definitiva potrebbero gravare anche le indicazioni di altri enti. La bozza di ordinanza è all’attenzione di diversi ministeri, a cominciare da quello dell’Ambiente. E questo potrebbe allungare i tempi del varo di un testo condiviso. C’è chi sostiene che alla fine l’ordinanza potrebbe non essere varata con la sola firma del presidente del Consiglio, come è avvenuto in diverse occasioni quando i tempi erano stretti, ma essere esaminata in Consiglio dei ministri. Questo se da una parte darebbe più forza alle disposizioni, dall’altra potrebbe essere sintomo di complicanze politiche. A Napoli i maggiori poteri a Catenacci sono attesi con ansia visto che c’è da decidere su eventauali nuove discariche indispensabili, ma che secondo ambienti del Commissariato potrebbero rappresentare una occasione di bonifica per vecchi siti.

FRANCESCO VASTARELLA



IL MATTINO 27 GIUGNO 2006

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