Materassi bruciati, reti diverte, delle biciclette solo lo scheletro e del bidone dell’acqua resta solo un agglomerato di plastica deformata. Siamo tornati sul luogo dell’accampamento, dieci giorni dopo. L’ultima volta incontrammo tre giovani, due dei quali, Sahms e Ivan, che erano li di guardia, ci raccontarono una storia che aveva dell’incredibile, ma stavolta non c’era più nessuno, solo devastazione e desolazione. Non vi è più nulla che possa far ancora pensare che qualcuno potesse vivere o dormire in questo posto, anzi, ridotto com’è adesso, il luogo, è decisamente inospitale.
Cosa potrebbe essere accaduto? Non sappiamo con precisione se gli “ospiti” dell’accampamento sono andati via di loro spontanea volontà, bruciando prima tutto quello che avevano, oppure sia intervenuto, qualcuno o “qualcosa”, che li abbia in qualche modo “messi alla porta”. Tra gli oggetti bruciati abbiamo trovato anche delle biciclette, che se fossero state perfettamente funzionanti, non sarebbero finite nel rogo di proposito, a meno che non sia valida la seconda ipotesi, però ci insospettisce il fatto che alcuni alberi da frutta, circa una ventina, sono stati danneggiati: rami spezzati e pesche non ancora pronte per la raccolta seminate qua e la sul terreno e proprio quest’ultima constatazione ci fa pensare, al contrario, ad un dispetto che gli immigrati avrebbero fatto prima di lasciare il luogo dell’accampamento. Ma che fine abbiano fatto gli immigrati, proprio non lo sappiamo, abbiamo anche provato a chiedere ai vicini, i quali però affermano di non sapere nulla di quanto è accaduto.
GLI IMMIGRATI VANNO VIA, INCENDIATO L’ACCAMPAMENTO. DANNI ANCHE AGLI AGRICOLTORI
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