Uno dei protagonisti della guerra di Forcella è stato Andrea Manna, soprannominato “Cioccolata” per la carnagione scura, indagato per l’omicidio di Emanuele Sibillo e per il triplice ferimento di “Nannone” e di due suoi amici.
Di Manna ha parlato Giuseppe Misso “o’ chiatto”, ex ras del rione Sanità al quale in origine il 40enne era legato. “Andrea detto “cioccolata” perché scuro di pelle, stava con Edoardo Bove e dopo la morte di quest’ultimo, è passato con noi con il compito di custodire armi e droga nonché di svolgere azioni punitive violente. Durante la faida era detenuto e quand’è uscito, gli hanno fatto credere che fossimo noi gli autori dell’omicidio di Salvatore Mirante. Giacchè ha sposato una nipote di Mirante, Andrea è passato con il gruppo dei Sequino nelle file del clan Torino”. Era l’estate del 2015 e infuriava la guerra di Forcella tra la “paranza di bimbi” e i “capelloni”, i “ribelli di via Oronzio Costa”.
In quella stradina fu ucciso Emanuele Sibillo, il giovane ras che comandava il gruppo e sparava con facilità – scrive Il Roma – Un omicidio per il quale si trovano in stato d’arresto mandanti ed esecutori: Antonio Amoroso, 22enne; Gennaro Buonerba, 24enne; Luigi Criscuolo, 24anni, soprannominato “Sbysby”; Andrea Manna; Vincenzo Rubino, 23enne. Tutti affiliati ai Buonerba, alleati dei Mazzarella contro l’allora super gruppo Amirante- Brunetti- Giuliano-Sibillo. I cinque indagati (già detenuti per altri reati) sono accusati di aver partecipato in concorso all’omicidio di Emanuele Sibillo, il 2 luglio 2015, e il 29 giugno precedente al triplice ferimento di altri giovani del gruppo Sibillo, allora minorenni: Antonio Napoletano “o’ nannone”, oggi 19enne; il coetaneo Taieb D’Andrea detto “Ronaldigno”; Mattia C., allora 15enne, che compirà 18 anni a giugno prossimo.
«Stava in galera quando c’era la guerra». La posizione di Cioccolata ed il ruolo nell’omicidio Sibillo
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