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giovedì, Gennaio 20, 2022
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«SOLE & BALENO». LE RELAZIONI MUTEVOLI DI LUCIANO


Conclusi tutti, o quasi, i maggiori Premi letterari, ciò che rimane nel panorama culturale italiano, è un gran senso di vuoto, provocato dalle poche novità editoriali. Si registra, come al solito, la predominanza di autori affermati, “schierati in campo” dalle grandi case editrici come Bompani, Rizzoli, e Feltrinelli. Sandro Veronesi vince il Premio Strega con Caos calmo, mentre l’Elsa Morante, ad ex-aequo, va a Pane Amaro di Elena Gianini Belotti e Il quinto esilio di Boris Biancheri. E dire che la vincita di un giovane esordiente come Wilson Saba, l’avevamo sperata sin dall’inizio. Il suo Sole & Baleno, è stato tra gli undici libri in semifinale al Premio Strega. Per il giovane autore, non ancora trentenne, è un bel successo. Elio Pagliarani lo ha definito “un romanzo di formazione, di educazione sentimentale, centrato sullo snodo dell’adolescenza-giovinezza scritto in modo sicuro, fresco e asciutto”.
Sole & Baleno, come si legge dal sito dell’Associazione “Il foglio letterario” che lo ha pubblicato, racconta una storia che si apre e si chiude in Sardegna, in mezzo alle onde di una mare che assomiglia tanto alla vita, ma è ambientata quasi interamente a Bologna durante un’estate rovente che sa risvegliare appetiti bestiali. Lui, Luciano, ha l’aria del vincente, studia lettere classiche, pensa di avere una gran bella testa ed è pieno di idee che lo faranno svoltare: è un fighetto under 20 e vive in una casa e in una famiglia da cui scapperebbe volentieri, se avesse più palle e sapesse dove andare. L’unica persona che lo tiene ancorato alla sua città e al solito gruppetto di amici è il suo coetaneo Paco, eroe della sua infanzia, cresciuto dalle delusioni dei suoi incapaci genitori. Per un po’ ci sono soltanto musica, sesso, droga, esami e botte, ma l’amore è dietro l’angolo e si chiama Teresa. Il rischio è smarrirsi per sempre, con una voglia pazzesca di volar via, di scappare lontano, per scrollarsi di dosso l’amara consapevolezza che nella vita non si migliora sempre.
Il libro, si lasca scorrere dall’inizio alla fine con leggerezza, tenendo sempre il lettore incollato alla pagina, proponendogli contenuti densi attraverso trovate a sorpresa. Chiaro il contributo del cinema, che Saba sembra conoscere bene, con citazioni cult del tipo: “mi sentivo come Christopher Walken nel film Cimino”, “potevo farmi la cresta come De Niro in Taxi Driver”, “determinato come il capitano Willard in Apocalypse Now”. L’autore utilizza più un linguaggio di sceneggiatura che di romanzo; semplice, diretto, riuscendo a creare un’interconnessione semiotica che non si può far a meno di adoperare in un romanzo che sia di questi tempi.

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