HomeAttualità e SocietàVIAGGIO NELLA QUALIANO «BY NIGHT»

VIAGGIO NELLA QUALIANO «BY NIGHT»

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L’ultima saracinesca si abbassa tra le 21 e le 21.30. A quell’ora i cani randagi sono già in giro e si spostano in branco verso i punti dove più forte è la puzza. In questo posto ci saranno sicuramente più buste da rovistare ma soprattutto più cose da mangiare. Ancora mezz’ora ed altri branchi partiranno alla conquista della città notturna. Branchi che cercano altri tipi di immondizia ed altro odori. Ore 22, in piazza Rosselli, iniziano già a convergere i primi boys, tutti vestiti di nero, “borchiati” e tatuati. Tutti indossano rigorosamente cinture D&G e portano fra le dita videofonini ultima generazione. C’è addirittura chi si vanta di averne cambiati cinque solo nell’ultimo anno. Di solito in piazza si arriva con la propria automobile, quasi sempre una Smart con sintolettore mp3 oppure ci si pavoneggia con il Suv comprato di seconda o terza mano. C’è di tutto nelle piazze qualianesi tra le 22 e le 2. Il popolo della notte passa intere serate fumando e bevendo: è questo il trip preferito dei giovani panzatuosti. Altri invece preferiscono non fermarsi mai e li vedi solo sfrecciare sulle due ruote. Iniziano la loro “camminata” sui motorini intorno alla 21 e a mezzanotte girano ancora tra via Salomone, Via Rosselli e Piazza Kennedy. Ogni tanto si fermano, giusto il tempo per cambiare il passeggero con cui si divide il sellino, poi di nuovo “on the road” con il vento sulla faccia. Questa è libertà, questo è “pariare”. Quelli invece che vogliono sgranchirsi un po’ le gambe possono tranquillamente tirare quattro calci ad un pallone. Già è proprio così. Dopo una bella fumata ed un grande bevuta, cosa c’è di meglio di una bella partita di calcio? Niente, appunto. Il campetto preferito dai nostri giovani è lo slargo antistante l’entrata della Posta. E’ lo spazio “perfetto” per le partite in notturna. Anche quando non si gioca, i segni delle interminabili partite sono evidenti: tabelle divelte e sportello bancomat usato come pisciatoio collettivo, mentre i muri sono utilizzati come tabellone comunicatore, nel senso che, oltre a scriverci la formazione ed altri informazioni per il “pubblico”, si possono lasciare anche messaggi di diversa natura. In questo stesso angolo convivono benissimo le diverse attività ”sensoriali” degli adolescenti nostrani. C’è chi preferisce dare tocchi ad una palla e chi invece preferisce toccare l’amichetta di turno. Stessa piazza, stesso angolo, a volte stesso metro quadrato. Vedere per credere.

La multietnica piazza JFK. Nell’altra piazza invece, “mmiez’ o’ tunno” tanto per intenderci, il popolo della notte consuma altri riti ed ha altre regole. A piazza Rosselli, qualianese al 100%, si contrappone la multi culturale, variegata e multi etnica piazza Kennedy. Le serate qui si passano consumando una Peroni o una Nastro Azzurro, mentre i più esigenti bevono Ceres o Heinken. Comune denominatore delle due maggiori piazze è che entrambe fungono da pisciatoio pubblico e il piscio che come si sa, ha un unico odore. Stessa puzza per tunisini, qualianesi e marocchini., fugurarsi poi se le diverse etnie ingurgitano gli stessi liquidi. Dalle 22 in poi la centralissima e trafficatissima piazza della rotonda diventa una specie di suk arabo. Manca solo una “kebab house” e poi questo pezzo di città potrebbe tranquillamente passare per un quartiere di Tunisi, Tripoli o Tangeri.

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La notte “diversa”. E’ quasi l’una di notte è nelle piazze qualianesi c’è spazio anche per la trasgressione. Di solito i viados nostrani escono tra le 22 e le 23 e, come una liturgia che si ripete ormai ad “ogni calar delle tenebre”, si posizionano come pedine sul solito marciapiede di piazza Kennedy, pronti ad accogliere amici, “amiche”, conoscenti occasionali o addirittura i fidanzati. Il suono notturno della città è formato anche da questo strano cocktail di mesta solitudine e orgogliosa diversità. In questo angolo di città le sigarette sono sempre accese e la musica non manca mai. Il troppo chiasso a volte ”nasconde profonde inquietudini” (Jack Kerouac ndr).
Nella notte la città ha un altro “mantra” ed ha altri rumori. Ha anche altre speranze e repentini sbalzi di umore. Certe notti hanno il sapore amaro della tristezza che a volte sembra essere leggera mentre altre volte invece è più cupa e profonda. Molte speranze partono dall’Africa e muoiono a Qualiano, altre invece nascono e muoiono nella stesso posto e nella medesima ora. La notte nella nostra città ha diversi colori e diversi profumi. La puzza del vomito e della birra di piazza Kennedy si mischia con eau de parfum (rigorosamente falso) di Chanel, Dior o Gucci dei ragazzi di piazza Rosselli . In fondo a pensarci bene il popolo della notte, bianco o nero che sia, ha le stesse paure, le stesse delusioni e le stesse frustrazioni.

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