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Riina Family. La moglie Antonietta Bagarella ed i due figli Giuseppe e Giovanni nei guai per mafia, le figlie fuori dal ‘sistema’

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Nato in una famiglia di contadini il 16 novembre 1930, nel settembre 1943 Riina perse il padre Giovanni e il fratello Francesco (di 7 anni) mentre, insieme al fratello Gaetano, stavano cercando di estrarre la polvere da sparo da una bomba inesplosa, rinvenuta tra le terre che curavano, per rivenderla insieme al metallo. Gaetano rimase ferito, mentre Totò rimase illeso. In questi anni conobbe il mafioso Luciano Liggio, con il quale intraprese il furto di covoni di grano e bestiame e che lo affiliò nella locale cosca mafiosa, di cui faceva parte anche lo zio paterno di Riina, Giacomo.
Questo l’inizio della carriera criminale di Riina.Ma se la sua vita ‘pubblica’ la conoscono tutti, meno nota è la vita privata.

Il 16 aprile 1974 Riina sposò, tramite un matrimonio che poi risulterà non valido legalmente, Antonietta Bagarella, sorella dell’amico d’infanzia Calogero e di Leoluca Bagarella. Dall’unione nacquero quattro figli: Maria Concetta (nata il 19 dicembre 1974), Giovanni Francesco (nato il 21 febbraio 1976), Giuseppe Salvatore (nato il 3 maggio 1977) e Lucia (nata l’11 aprile 1980).

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Giovanni Francesco è stato condannato all’ergastolo per quattro omicidi avvenuti nel 1995.

Giuseppe Salvatore è prima stato condannato per associazione mafiosa, quindi scarcerato il 29 febbraio 2008 per decorrenza dei termini dopo essere stato detenuto per otto anni. Il 2 ottobre 2011, dopo aver scontato completamente la pena di 8 anni e 10 mesi, viene nuovamente rilasciato sotto prevenzione con obbligo di dimora a Corleone e comincia a trapelare la notizia di un suo piano per fare un attentato all’ex Ministro della Giustizia Angelino Alfano per via dell’inasprimento del regime dell’articolo 41-bis.

La moglie Ninetta Bagarella è stata più volte incriminata per reati connessi alla mafia. La donna, secondo gli inquirenti, avrebbe anche gestito la cassa del clan. Giuseppe Salvatore Riina, mafioso anche lui per la condanna a 8 anni e 10 mesi di pena interamente scontata, ha rilasciato varie interviste sulla vita di suo padre. Ha scritto anche un libro
Riina-Family Life.

Giovanni Riina è il secondo figlio di Salvatore Riina. Venne arrestato l’11 giugno del 1996 e condannato all’ergastolo da una sentenza della corte di Assise di Palermo con l’accusa di quattro omicidi che risalgono al 1995: il primo fu quello di Giuseppe Giammona, 22 anni, freddato con due colpi di pistola alla nuca il 28 gennaio mentre si trovava in auto in compagnia della fidanzata; le altre vittime furono Giovanna Giammona e Francesco Saporito, marito e moglie, trucidati il 22 febbraio sotto gli occhi dei loro due figli; l’ultimo omicidio che sancì il suo “battesimo di fuoco” per Cosa Nostra, fu quello del dottor Antonio Di Caro, strangolato e sciolto nell’acido a Giardinello il 22 giugno con la complicità dello zio Leoluca Bagarella.

La terzo genita è Maria Concetta (senza nessun precedente con la giustizia) trasferitasi in Puglia con tutta la sua famiglia. La donna era tornata a vivere a Corleone il giorno dopo l’arresto del padre avvenuto nel gennaio 1993.

L’ultima figlia è Lucia Riina. La donna, che non ha nessun rapporto con la malavita, è diventata famosa dopo il suo sfogo su Fb attraverso cui contestò il mancato riconoscimento da parte del Comune di Corleone del “bonus bebè” tanto da rivolgersi al presidente della Repubblica.

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