HomeSportGIUSEPPE VIVES: DAL GIUGLIANO ALLA SERIE B: «SOGNAVO IL SAN PAOLO»

GIUSEPPE VIVES: DAL GIUGLIANO ALLA SERIE B: «SOGNAVO IL SAN PAOLO»

PUBBLICITÀ

Mentre a Giugliano si aspetta il naturale avvicendarsi dei giorni, per arrivare a quelli importanti delle scadenze, quali l’iscrizione al campionato nazionale Dilettanti, e il successivo allestimento della squadra, se questa sarà iscritta al torneo, un figlio della recente gestione tecnica della società si è messo in luce giocando a Napoli, a pochi mesi di distanza dalla sua partenza da Giugliano, la gara più importante della propria carriera: è Giuseppe Vives, classe 1980, faro del Giugliano nel triennio 2003/ 2006, primo acquisto dell’era Maglione, e un passato recente con i colori gialloblu addosso. Per lui, opzionato pure dal Napoli nella scorsa stagione, passare al Lecce di Zeman nell’ estate 2006, è stato un sogno realizzato, un giusto premio al tanto lavoro svolto in silenzio e con molta umiltà, una grande gioia dopo il periodo nero di qualche anno fa, che mise a rischio carriera e vita professionale. Vives la serie B l’aveva conquistata già con l’Ancona nel 2001, ma poi infortuni e depressione lo hanno riportato indietro, fino a Giugliano, dove ripartendo da zero ha ritrovato se stesso e il proprio talento. Così dopo è arrivata Lecce e Zdeneck Zeman, noto scopritore di calciatori veri, che subito lo ha lanciato nella mischia portandolo alla ribalta nazionale a suon di prestazioni. Ma per lui, nativo di S.Anastasia, il sogno mancante era calcare l’erba del S.Paolo, lo stadio delle mille emozioni, il prato che ha visto all’opera Maradona, e il sogno è divenuto realtà proprio domenica scorsa, quando Vives è entrato in campo in Napoli – Lecce, partita che per i primi poteva valere la serie A, anche se lo ha fatto non con l’azzurro addosso, il colore della sua passione, ma con il giallorosso pugliese, ma l’azzurro Peppe lo vive nel cuore: «Sono sempre stato un tifosissimo del Napoli, e giocarci contro per me è stata l’emozione più grande della mia vita. Lo avevo già fatto con il Giugliano, ma era un’amichevole, e non è proprio la stessa cosa. Il S.Paolo poi, è uno stadio bellissimo, vederlo pieno mi ha fatto venire i brividi. Ringrazio Vitiello e Poziello per avermi dato questa possibilità, non dimenticherò mai i tre anni trascorsi a Giugliano, se sono in serie B oggi lo debbo pure a loro». Parlare di Vives è parlare del Giugliano, e della sua felice tradizione, che ha sfornato molti giocatori che oggi si disimpegnano in diverse piazze d’Italia, dalla serie A alla C2. Nomi da rimandare a memoria, come in un litania mistica e religiosa: Corona, Gobbi, Migliaccio, Romondini, Cutolo, Perna, Mancino, Ciotola, e tanti altri fino ai più antichi come Sardo, Marruocco e compagnia bella. E tutti figli di un recente passato, trascorso in appena un decennio. Nomi da citare, fotografie da ammirare, per ritemprare la memoria degli appassionati del Giugliano, a partire da colui che li ha presi e li ha pagati, il numero uno Donato Poziello, oggi dimissionario stanco che non intende più andare avanti. Il presidente ha minacciato di non iscrivere la squadra alla serie D, ma la sua è una provocazione atta a dimostrare che non ci sono altri disposti a continuare la tradizione, o magari si tratta di un invito a chi è seriamente intenzionato a subentrargli. Ancora non si muove foglia, anche se di tempo c’è né, e tutto può accadere. Intanto Vives è ancora per metà del Giugliano, che dalla sua felice stagione ne ricaverà un bel gruzzoletto, che magari farà tornare la voglia a chi l’ha perduta.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ