Dopo la morte del grande artista Gino Paoli è tornato al centro delle discussioni il giallo che ha avvolto per anni la figura di sua figlia, Amanda Sandrelli. Tutto gira attorno alla questione anagrafica e del motivo per cui Amanda non portasse il cognome di suo padre ma di sua madre Stefania.
Le ragioni del passato
Per capire la vera motivazione di ciò bisogna escludere il mancato riconoscimento dal cantautore. Amanda è frutto dell’amore tra Gino Paoli e dell’icona del cinema italiano. I due si sono incontrati nel 1961 e la donna è ritenuta il grande amore dell’artista.
Tra loro nasce una relazione proibita perché quando i due si incontrarono, Gino era ancora legalmente sposato con Anna Fabbri. Ad essere rilevante è stata anche l’età di Stefania, allora era appena diciottenne.
Nell’Italia pre-divorzio un figlio nato fuori dal matrimonio da un uomo sposato era etichettato come “adulterino”. Stefania decise così di partorire in segreto: il 31 ottobre 1964 nacque a Losanna in Svizzera. La scelta di dare alla bambina un cognome diverso fu della madre e Paoli non fu d’accordo.
“Gli venne tolto potere e si sentì spodestato come tutti gli uomini” ha affermato Sandrelli in un’intervista. Ha poi aggiunto su Vanity Fair “Gino era partito in quarta, voleva chiamarla Paoli, io gli ho detto: voglio che abbia il mio nome. Poi, lui aveva già scelto Amanda, un nome che mi stava un po’ antipatico perché era quello di una mia compagna di scuola bulla grande e grossa che mi menava e mi dava cartellate”.
Il rapporto tra padre e figlia
Nonostante il cognome diverso, il legame tra Amanda e Gino sembra essersi rafforzato ancora di più. Un avvenimento che sorprese l’opinione pubblica fu l’atteggiamento di Anna Fabbri, infatti la moglie del cantante accolse Amanda nella casa di Genova. E’ cresciuta insieme al fratello Giovanni Paoli, nato solo tre mesi prima di lei. Amanda è rimasta grata a suo padre e a sua moglie: “Anna per me è stata come una seconda mamma. Mi ha cresciuta con lo stesso amore con cui ha cresciuto Giovanni“.
La scelta di non cambiare cognome
Anche quando le leggi cambiarono e il riconoscimento paterno divenne effettivo, Amanda decise di restare Sandrelli. Una scelta d’identità artistica e di affetto verso la madre che l’aveva protetta nel momento più difficile.

