HomeCronacaAndrea Garofalo e Domenico D'Agostino, chi sono il poliziotto e il commercialista...

Andrea Garofalo e Domenico D’Agostino, chi sono il poliziotto e il commercialista arrestati a Caserta per corruzione

PUBBLICITÀ

Un ispettore dell’Anticrimine della Questura di Caserta da poco laureato in legge alla Vanvitelli – con esperienze investigative anche a Londra in Scotland Yard – Andrea Garofalo e il commercialista Domenico D’Agostino di Carinaro sono stati arrestati nell’ambito di una inchiesta della Procura di Napoli Nord. I dettagli stamane in conferenza stampa con il procuratore di Napoli Nord Domenico Airoma nel corso della conferenza stampa convocata ad Aversa, negli uffici giudiziari, per illustrare l’indagine che ha portato in carcere un ispettore della Polizia di Stato componente del Gruppo Interforze Antimafia (Gia), organismo costituto presso la Prefettura di Caserta che si occupa di interdittive antimafia alle aziende, in particolare di iscrizione e aggiornamento della White List delle imprese; con il poliziotto è finito im carcere anche un commercialista.

Le accuse sono emerse a seguito delle denunce presentate da due imprenditori. Il primo, titolare di un’azienda del settore del calcestruzzo, ha raccontato agli investigatori di essere stato convocato più volte nello studio del commercialista. Durante quegli incontri, gli sarebbe stato chiesto di consegnare il proprio telefono cellulare. Successivamente, gli sarebbero state mostrate informazioni giudiziarie a suo carico, tra cui ipotesi di reato che avrebbero potuto includere la rivelazione di segreti d’ufficio.

PUBBLICITÀ

Gli sarebbero stati inoltre prospettati possibili ostacoli per la prosecuzione delle attività aziendali. La richiesta di denaro, in questo caso, è stata quantificata in 10mila euro. Di questi, 4.160 euro sarebbero stati fatturati per prestazioni ritenute fittizie, mentre i restanti 6mila sarebbero stati richiesti in contanti. A completare il quadro, due colombe pasquali del valore di 80 euro sarebbero state consegnate come regalo. Analoga la dinamica descritta da un secondo imprenditore. Secondo quanto emerso, per agevolare l’iter di iscrizione della propria società nella White List, gli sarebbero stati chiesti 15mila euro.

L’accusa per i due indagati è di aver preso mazzette da imprenditori che dovevano iscriversi o ottenere la permanenza nella White List. 
 Alla conferenza era presente anche il procuratore aggiunto Maria Di Mauro, che ha coordinato l’indagine. 
 “Da questa parte – ha aggiunto Airoma – gli imprenditori che dovessero denunciare troveranno rigore e severità, per chi infanga divisa non ci saranno sconti”.

Il procuratore di Napoli Nord si è detto “sofferente” per questa indagine, essendo figlio di un poliziotto. Un dolore provato anche dal Questore di Caserta Andrea Grassi, presente alla conferenza stampa con il Capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo. “Un fatto doloroso – ha commentato Grassi – in cui l’unica circostanza positiva è aver dimostrato come Polizia di Stato di avere i cosiddetti anticorpi, e la capacità di lavorare con rigore, lealtà e trasparenza verso l’autorità giudiziaria che ha coordinato questa complessa indagine. “Ovviamente – ha proseguito il Questore – è già pronto il decreto sospensione dal servizio per il poliziotto arrestato, che firmerò nelle prossime ore”.

L’ inchiesta è scattata circa un mese fa, dopo due diverse denunce presentate da altrettanti imprenditori e il prossimo passo degli inquirenti è indagare a ritroso per fare luce su altri casi.

“La credibilità e la fiducia nelle istituzioni ci impone un dovere di intervento immediato tempestivo a tutela delle forze dell’ordine, dei poliziotti per bene”, ha dichiarato il procuratore Domenico Airoma nella conferenza stampa convocata questa mattina presso la Procura di Napoli Nord, alla presenza della procuratrice aggiunta, Maria Di Mauro, del questore di Caserta Andrea Grassi e del capo della Squadra Mobile di Caserta, Massimiliano Russo.

“Siamo dinanzi a condotte particolarmente gravi, non solo per la ricaduta negativa sull’immagine e credibilità delle istituzioni”, ha proseguito Airoma. ” Non parliamo di una persona qualunque, ma del responsabile della sezione che svolgeva accertamenti patrimoniali finalizzati al rilascio delle informazioni antimafia e componente del gruppo investigativo antimafia interforze presso la Prefettura di Caserta, con il compito di istruire le richieste di iscrizioni nella White List. Credo che non sfugga la delicatezza dei compiti che svolgeva l’ispettore in questione, perché l’iscrizione o meno nella White List dipende anche la stessa vita, a volte, di un’impresa e di un imprenditore, l’affidabilità e credibilità che ha l’impresa”.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, nell’ordinanza di custodia cautelare, secondo quanto riferito dal procuratore, parla di un “sistema parallelo a quello legale”.

“Nel caso di specie nessuno dei due imprenditori ha cercato l’ispettore e men che meno il commercialista”, ha precisato il procuratore aggiunto Maria Di Mauro. “È stato esattamente l’opposto: è stato il commercialista e l’ispettore che hanno cercato questi soggetti, li hanno convocati, li hanno fatti venire. Costoro hanno poi denunciato. L’imprenditore avrebbe potuto aprire una trattativa, non lo ha fatto in questo caso. La modalità era quella di chi detta i tempi, la modalità: ‘Devi fare questo. Se non fai questo travolgiamo anche l’azienda di tuo figlio’. Sono modalità assolutamente concussorie, tant’è che gli imprenditori sono venuti liberamente a denunciare. Se avessero voluto avrebbero aperto una trattativa e nessuno l’avrebbe mai saputo, come nessuno lo ha mai saputo per tanti anni”.

“Abbiamo aperto un cono d’ombra molto grosso – ha aggiunto Di Mauro – Noi siamo quasi certi che questo sia solo l’inizio e questi non sono i primi, sicuramente non saranno stati gli ultimi imprenditori”.

Faceva depositare i cellulari per non essere intercettato e gli incontri erano delocalizzati. Puntava su imprenditori giovani, un po’ più inesperti. “Sono modalità tipiche di chi non si improvvisa a fare questo, ma ha strutturato un sistema e che lo fa con la copertura del commercialista che fungeva da filtro, fatturando come consulenze quelli che invece erano degli importi oggetto di concussione, mentre lui si faceva pagare in contanti”. Ha spiegato ancora Di MAuro

Sulle somme in gioco, Di Mauro ha precisato: “Parliamo di decine di migliaia di euro. Chiaramente una parte veniva fatturata come consulenze per coprire l’importo, parte in contanti che veniva poi diviso”.

“È stato un lavoro difficile, delicato e doloroso”, ha dichiarato il questore di Caserta Andrea Grassi. “L’unico lato positivo è che abbiamo dimostrato di avere i cosiddetti anticorpi e la capacità di lavorare con estremo rigore e trasparenza nei confronti dell’autorità giudiziaria che ha coordinato queste indagini difficili e complesse. Credo che questo possa rappresentare un momento dell’inchiesta, non il momento dell’inchiesta”.

“Ringrazio il procuratore e la dottoressa Di Mauro perché hanno avuto da subito fiducia nei confronti della Questura di Caserta e della Polizia di Stato”, ha aggiunto Grassi, annunciando che “firmerò nelle prossime ore il decreto di sospensione dal servizio, prima che l’arrestato venga associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere”.

Il capo della Squadra Mobile Massimiliano Russo ha concluso: “L’orgoglio supera l’amarezza. Orgoglio di rappresentare uomini che hanno svolto il lavoro con la massima dedizione e serietà. Questa mattina quando abbiamo operato, abbiamo chiesto il rinforzo a delle persone che si sono presentate senza sapere cosa dovevano fare, lo hanno scoperto dopo. Nessuno si è permesso di giudicare. Rispetto delle istituzioni, rispetto del lavoro fatto dai colleghi, rispetto del rapporto quotidiano con la Procura. La cosa che mi inorgoglisce di più è proprio questo rapporto di fiducia costante con la Procura, nonostante una persona coinvolta appartenga all’ufficio a cui apparteniamo tutti”.

Gli investigatori hanno eseguito decreti di perquisizione e sequestro negli uffici e nelle abitazioni degli indagati, mentre sono in corso accertamenti patrimoniali.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ