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martedì, Dicembre 7, 2021
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Antonio Natale, l’autopsia per accertare l’omicidio: i nomi delle 3 persone sotto torchio


Domenico, Francesco ed Emanuele: sono le persone che avrebbero visto per l’ultima volta Antonio Natale prima della scomparsa e successiva uccisione. Si perchè la procura di Napoli ha aperto un fascicolo per omicidio, per ora contro ignoti. Sarà l’autopsia a stabilire ciò che sembra oramai certo, ovvero che il 22enne pizzaiolo di Caivano è stato ammazzato. Ucciso a bruciapelo e lasciato cadavere in un terreno in via Cinquevie nei pressi del campo rom tra Afragola e Caivano.

Dalle ultime testimonianze sia fatte in radio che ai carabinieri, Antonio quel maledetto 4 ottobre era andato a Napoli per fare compre insieme al suo amico Domenico. Con lui c’erano anche lo zio e il cugino (che si chiamano Francesco ed Emanuele).  Entrambi irreperibili dopo la denuncia presentata ai carabinieri della madre di Natale. L’unico ad essere ascoltato dai militari dell’Arma è Domenico, il quale ha detto di aver accompagnato al ritorno Antonio in una zona desolata nel Bronx di Caivano, una zona fatiscente e buia”, spiega Filomena.

L’ora del decesso è ancora in corso di accertamento, tuttavia pare molto probabile che risalga al giorno stesso della scomparsa. Il corpo aveva alcuni fori compatibili con arma da fuoco. È stata disposta una autopsia

“Mamma, sto con Domenico…”, le ultime parole di Antonio prima della scomparsa: fari puntati su 3 persone

“Chiamò la mamma quel giorno della scomparsa e disse al telefono che era con il suo amico Domenico. Il tono con cui lo disse era abbastanza preoccupante. Inoltre oltre a Domenico c’erano anche lo zio ed il cugino, due persone che al momento risultano irreperibili. Invece questo suo amico Domenico è stato dalla polizia ed ha raccontato diverse versioni. Lui ha sempre fatto il pizzaiolo, ha lavorato all’estero ma da quando era tornato a Caivano aveva iniziato a frequentare brutte compagnie”. I familiari parlano inoltre di un dettaglio. “L’auto di questo Domenico al ritorno dal giro da Napoli mostrava segni evidenti di un incidente stradale. In poco tempo l’ha fatta riparare, come se dovesse nascondere qualcosa. Poi lo zio ed il cugino sono spariti nel nulla. Domenico ha detto che al ritorno del giro a Napoli hanno lasciato Antonio al Bronx di Caivano, ma è una zona desolata e buia, nostro fratello non si sarebbe mai fatto lasciare lì. Temiamo per la sua vita, chi sa qualcosa parli”, dicono i familiari di Antonio hanno organizzato anche una fiaccolata contro lo spaccio di droga nel parco Verde.

Picchiato prima dell’omicidio, la stesa ed i soldi spariti: tutti i misteri sulla morte di Antonio Natale

Il corpo della vittima era in uno stato avanzato di decomposizione, al punto che per il riconoscimento è stato necessario vedere i tatuaggi. Ciò fa sospettare che il corpo era lì da diversi giorni, probabilmente lo stesso giorno della scomparsa, il 4 ottobre. Era a terra, in nessuna auto. Da una primo esame esterno, il corpo di Antonio  presenterebbe fori compatibili con colpi d’arma da fuoco. Non una lupara bianca, ma un omicidio commesso probabilmente in un luogo diverso da quello in cui è stato trovato il cadavere, a pochi passi dal campo rom. A dare la svolta alle indagini è stata una testimonianza e i carabinieri sono andati in quella zona a colpo sicuro e lì hanno trovato un corpo orrendamente martoriato, al punto che per il riconoscimento è stato necessario vedere i tatuaggi.

Il possibile movente

Secondo quanto riportato dal Mattino , Antonio Natale sarebbe stato “colpevole” di aver “rubato” decine di migliaia di euro dalla cassa comune della piazza di spaccio, di aver fatto sparire un carico d’armi, di aver partecipato senza “permesso” ad una stesa di fine luglio nel Parco Verde, quando una trentina di ragazzi a bordo di moto di grossa cilindrata, in pieno giorno, esplosero centinaia di colpi di Kalashnikov terrorizzando il quartiere. Un’azione che costrinse don Maurizio Patriciello a sospendere il campo estivo in parrocchia per salvaguardare l’incolumità dei ragazzini.

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