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Omicidio Artiano, condanna soft per il padre del killer

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Un risultato degno di nota se si considera l’iniziale contestazione formulata nei suoi confronti. Questo pomeriggio la Corte d’Assise d’appello ha condannato Gianluca Muro a 9 anni e quattro mesi di reclusione. L’uomo, difeso dagli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo, è il padre di Pasquale condannato come esecutore materiale dell’omicidio di Anthony Artiano, delitto avvenuto nel novembre del 2024. Dopo l’iniziale procedimento instaurato a carico di Pasquale Muro – individuato dalla Procura come l’esecutore materiale dell’omicidio – si è proceduto separatamente anche a carico del padre Gianluca al quale era contestato il concorso pieno nell’omicidio commesso dal figlio. Secondo infatti quanto sostenuto nel capo di imputazione, Muro senior avrebbe partecipato all’omicidio commesso dal figlio, bloccando al suolo la vittima (insieme ad altri loro familiari) consentendo in tal modo al figlio Pasquale di sparare ed uccidere Artiano. Una ricostruzione che i due legali hanno cercato di smontare anche grazie ad una serrata linea difensiva nella quale sono state effettuate anche indagini difensive di tipo balistico. Il tandem Senese-Di Lorenzo è riuscito a dimostrare che in realtà la condotta del loro assistito non corrispondesse a quella contenuta nel capo di imputazione e che pertanto andasse riqualificata come un concorso anomalo nell’omicidio commesso dal figlio Pasquale (giudicato separatamente e, difeso sempre dagli avvocati Luigi Senese e Andrea Di Lorenzo, ha rimediato una condanna 15 anni e quattro mesi.

La sparatoria

Anthony Artiano aveva già esploso alcuni colpi con una calibro 7,65 quando venne raggiunto da un singolo colpo di pistola calibro 6,35, sparato da Pasquale Muro, che provocò ferite a tal punto gravi da determinarne il decesso il successivo 16 novembre. All’origine della tragedia, una relazione sentimentale proibita tra il giovane Artiano – figlio di Giovanni Artiano, ras legato ai clan Grimaldi-Scognamiglio – e la figlia minore di Pasquale Muro senior. Le tensioni tra i due nuclei, già radicate in contrasti di natura criminale, esplosero quando la famiglia Muro accusò il ragazzo di comportamenti violenti verso la giovane. Quello che doveva essere un confronto verbale si trasformò in una vera e propria imboscata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Dda di Napoli, Muro avrebbe sparato ad Artiano dopo averlo immobilizzato con l’aiuto di alcuni parenti. Un mosaico di prove, tra intercettazioni ambientali, testimonianze e riscontri balistici per una tragedia che scosse un intero quartiere.

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