Il battesimo dell’affiliato, usanze e leggende del rito di iniziazione del camorrista

Spesso si parla di patto di sangue, ma non sempre questa espressione ha avuto una valenza meramente metaforica. E’ il caso dei rituali della camorra ai tempi della Nco con Raffaele Cutolo che aveva predisposto un suggestivo “giuramento di sangue”. Il rito cominciava con il “battesimo” del luogo in cui veniva svolto il giuramento, pronunciando le seguenti parole: “Battezzo questo locale come lo battezzarono i nostri tre vecchi antenati. Se loro lo battezzarono con ferri e catene, io lo battezzo con ferri e catene. Alzo gli occhi al cielo, vedo una stella volare, è battezzato il locale”. Si entrava poi nella fase ‘botta e risposta’ del rito. Con il capoclan a porre domande ed i neo affiliati a rispondere. “Quanto pesa un picciotto?” “Quanto una piuma sparsa al vento”. “Cosa rappresenta un picciotto?” “Una sentinella d’omertà che gira e rigira sette cantoni e che quello che vede e che sente lo porta in ballo alla società”. Dalle parole ai fatti, o per meglio dire al sangue, visto che il padrino tagliuzzava col coltello la punta del dito indice destro dell’iniziato ed il suo dito indice, toccandosi col sangue. Prima dell’abbraccio tra padrino ed affiliato che concludeva il rito.