Bimbo di 2 anni con febbre a 38, l’agonia di una mamma di Scampia per il tampone: “Ho provato sulla mia pelle la paura del Covid-19”

Lo spettro del coronavirus può stravolgere la tranquillità familiare, nonostante tutte le restrizioni sugli spostamenti e le tante accortezze igieniche. Momenti di grandi paura sono stati vissuti anche a Scampia, dove una mamma ha dovuto aspettare tre giorni per ricevere i risultati del tampone di suo figlio.

LA STORIA DI QUEI GIORNI INTENSI

Tutto è iniziato la sera di venerdì 13 marzo quando la 32enne ha visto il figlio di due anni piangere. Preoccupata, ha deciso di misurargli la febbre. Il termometro segnava 38 gradi e mezzo. Immediatamente la donna ha allertato la pediatra con la quale ha concordato la chiamata al numero del 118. Gli operatori le hanno assicurato il loro arrivo la mattina dopo, intanto la temperatura del piccolo continuava ad oscillare tra i 38 e i 39 gradi, nonostante l’assunzione della Tachipirina e del Bentelan così come prescritto.

Sabato la mamma ha chiamato nuovamente il pronto soccorso ma l’operatore ha smentito l’arrivo in giornata a causa della mancanza di tamponi. La donna, a quel punto, ha perso la pazienza e insieme alla pediatra, ha tempestasto di telefonate il centralino del 118. I nuovi tentativi hanno  per fortuna avuto successo. Infatti, il personale medico è arrivato e ha effettuato il test sul piccolo, tranquillizzando il genitore in merito all’arrivo del responso entro 48 ore. La domenica è trascorsa con la consueta apprensione e la speranza di ricevere buone notizie.

Lunedì mattina la 32enne ha chiamato al Cotugno per conoscere la diagnosi ma all’ospedale non risultava alcun tampone. Allarmata, ha telefonato nuovamente al 118 che accusa l’ospedale napoletano di aver smarrito il test. Il rimbalzo di responsabilità tra sanitari scoraggia la donna. Martedì 17 i medici dell’Asl sottopongono nuovamente il bimbo al tampone e il giorno seguente è arrivato l’agognato risultato: negativo.

La 32enne di Scampia ha voluto raccontarci la sua storia per sensibilizzare: “Ho vissuto giorni di ansia e paura in attesa di buone notizie. Dopo mi hanno detto che i risultati del primo tampone non sono stati trascritti. Spero che la gente comprenda l’importanza di restare a casa, perché il pericolo non si capisce finché non lo si vive sulla propria pelle“.