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martedì, Gennaio 18, 2022
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Bombe e scritte contro politici e giornalisti nel Giuglianese, Nfo condannata in Appello


Scritte, bombe ed intimidazioni contro partiti, politici e giornalisti dell’area Giuglianese: arriva la condanna in appello per alcuni componenti della banda che si firmava con la sigla Nfo.
La Corte di appello di Napoli, quarta sezione penale Presidente dott. Carlo Maddalena, ha ridotto le condanne inflitte in promo grado a Cangiano Stefano, Salvi Paolo e Sequino Salvatore.
Cangiano Stefano, agli arresti domiciliari, condannato in primo grado a 4 anni ed 8 mesi di reclusione, difeso dagli avvocati Raffaele Quaranta e Camillo Gurgo, è stato condannato in appello a 2 anni ed 8 mesi di reclusione. Continuerà ad espiare la pena in arresti domiciliari.
Salvi Paolo, sottoposto all’obbligo di firma, condannato in primo grado a 3 anni di reclusione, difeso dagli avvocati Massimo Montanaro e Luigi Poziello, è stato condannato in appello a 2 anni e 6 mesi, beneficiando della pena sospesa, quindi è stato immediatamente rimesso in libertà.
Sequino Salvatore, sottoposto all’obbligo di firma, condannato in primo grado a 2 anni ed 8 mesi di reclusione, difeso dall’avvocato Luigi Poziello, è stato condannato in appello a 2 anni e 4 mesi, beneficiando della pena sospesa, quindi è stato immediatamente rimesso in libertà.
A guidare il nucleo un uomo di Mugnano, Stefano Cangiano, promotore ed organizzatore del gruppo che nel giro di diversi mesi ha compiuto attentati contro i beni pubblici dei vari comuni dell’hinterland, tra cui Mugnano, Giugliano, Villaricca, Melito, Marano e Qualiano. Quattro le persone che finirono ai domiciliari: Cangiano Stefano , Sequino Salvatore, Paolo Salvi ed Esposito Luigi (che ha scelto il rito ordinario), più una serie di indagati a piede libero.
Le accuse erano, a vario titolo, di associazione a delinquere di tipo sovversivo (accusa poi caduta), violenza, minacce ad un corpo politico, amministrativo o danneggiamento aggravato con l’uso di armi ed esplosivi nei confronti di obiettivi istituzionali, tra cui le sedi dei comuni di Mugnano, Villaricca, Giugliano, Marano, Qualiano, Melito, la sede del Movimento 5 Stelle di Mugnano e quella di Equitalia, a Giugliano con l’esplosione di un ordigno artigianale. Gli episodi più gravi sono una sparatoria al portone di ingresso del comune di Qualiano e l’incendio della sala consiliare del comune di Marano intitolata al giornalista “Giancarlo Siani”.

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