HomeCronacaBufale decapitate e date in pasto ai cani, sequestrato allevamento nel Casertano

Bufale decapitate e date in pasto ai cani, sequestrato allevamento nel Casertano

PUBBLICITÀ

Gli agenti della polizia provinciale di Caserta diretti dal colonnello Biagio Chiariello hanno sequestrato un’azienda bufalina estesa su circa 30mila metri quadrati nella zona di San Tammaro.

Un intervento imponente, reso necessario — spiegano — dalla vastità dell’area e dalla gravità delle violazioni accertate. A colpire, più di ogni altra cosa, sarebbe stato lo scenario apparso ai loro occhi.

PUBBLICITÀ

Bufale decapitate e date in pasto ai cani, sequestrato allevamento nel Casertano

Secondo l’accusa, le bufale morte venivano decapitati e le carcasse date in pasto ai cani presenti nell’allevamento. Poco distante, un fondo di circa mille metri quadrati era stato trasformato in un cimitero animale improvvisato: cranî, mandibole, femori sparsi tra l’erba e la terra, in avanzato stato di decomposizione. Resti che raccontano una gestione fuori da ogni norma sanitaria.

Non solo. Gli accertamenti avrebbero documentato lo smaltimento illecito di effluenti zootecnici — letame, deiezioni, acque di lavaggio, lettiere, residui alimentari — riversati direttamente sui terreni circostanti. Un flusso continuo che, secondo gli investigatori, avrebbe contribuito a contaminare il suolo in un’area già fragile. Il sito si trova infatti a poca distanza dalla mega discarica “Maruzzelle”, indicata da anni come una delle ferite ambientali del Casertano, e ricade in zona sottoposta a vincolo idrogeologico. Per questo sono state inoltrate segnalazioni agli uffici competenti per ulteriori verifiche su eventuali abusi edilizi, che potrebbero portare anche a demolizioni.

Il responsabile dell’azienda, un uomo originario di San Cipriano d’Aversa, è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per reati ambientali, violazioni connesse agli animali e resistenza. Al momento del sequestro avrebbe tentato di opporsi agli agenti, senza riuscirvi. L’uomo risulta già noto alle forze dell’ordine per precedenti, tra cui un arresto per detenzione di armi avvenuto alcuni anni fa.

Nel corso dell’operazione sono stati individuati anche tre operai di nazionalità indiana, risultati non in regola con l’assunzione. Sono in corso ulteriori accertamenti, ma sono già state contestate violazioni riconducibili alla normativa sul caporalato.

PUBBLICITÀ
Nicola Avolio
Nicola Avolio
Giornalista pubblicista, mi sono avvicinato per la prima volta alla professione iniziando a collaborare con la testata "La Bussola TV", dal 2019 al 2021. Iscritto all'albo dei pubblicisti da giugno 2022, ho in seguito iniziato la mia collaborazione presso la testata "InterNapoli.it", e per la quale scrivo tuttora. Scrivo anche per il quotidiano locale "AbbiAbbè" e mi occupo prevalentemente di cronaca, cronaca locale e sport.
PUBBLICITÀ