Camorra. Sergiolino, Ciro e ‘o pop: caccia agli ultimi irriducibili del clan Rinaldi

Sono gli ‘irriducibili’ del clan Rinaldi, il ‘nocciolo duro’ del clan del rione Villa. La cattura di Ciro Rinaldi ‘My way’ e la bandiera bianca alzata da Raffaele Maddaluno (consegnatosi spontaneamente in carcere un mese fa) rappresentano un duro colpo per l’organizzazione criminale ma non quello mortale. L’omicidio di Luigi Mignano (cognato proprio del boss capo indiscusso del clan), trucidato fuori la scuola del nipotino qualche giorno fa, rappresentano un altro duro colpo per il clan del rione Villa che adesso potrebbe alzare la posta in gioco con una risposta eclatante.

Restano infatti ‘uccel di bosco’ i suoi uomini più fedeli, quelli che ne hanno agevolato la latitanza e che hanno garantito la ‘presenza’ militare ed economica in strada.  Il ‘padrino’ 55enne si era reso latitante da quando la Dda di Napoli, attraverso la pm Antonella Fratello, ha chiesto di nuovo l’arresto del boss in relazione al duplice omicidio di Raffaele  Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna. L’agguato nei confronti del reggente dei ‘Barbudos’ del rione Sanità in fuga dai Vastarella avvenne a Ponticelli il pomeriggio del del 7 giugno del 2016. Nonostante l’arresto del boss la ‘presenza’ del clan attualmente ancora garantita dai quattro ‘spettri’, i quattro irriducibili del clan, personalità di altissimo spessore criminale, ‘colonnelli’ con esperienza diretta sul campo come Sergio Grassia ‘Sergiolino’ considerato il luogotenente più fidato del boss Ciro Rinaldi ‘My way’ (la cui abitazione è stata più volte presa di mira dalle azioni armate dei Mazzarella), suo fratello Ciro Raffaele Oliviero ‘o pop. Sono loro i tre profili della ’46’ (come viene chiamata la zona del rione Villa da dove provengono) ancora da consegnare alla giustizia, tre ‘spettri’ che hanno marchiato sulla pelle la loro fedeltà al loro capo (con il tatuaggio recante il numero 46 in onore della zona di riferimento del quartiere). Sono ricercati per estorsione aggravata dalla finalità mafiosa e adesso, con l’ultimo omicidio eccellente, l’area est è sempre più una polveriera.