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venerdì, Maggio 27, 2022
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Droga nel carcere di Secondigliano, i parenti dei camorristi incassavano il Reddito


Era il 21 marzo e i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli eseguirono una misura cautelare nei confronti di 28 persone che gestivano una piazza di spaccio nel carcere di Secondigliano. I militari hanno esteso gli accertamenti anche alla loro situazione patrimoniale e tra i parenti di alcuni dei detenuti è emersa anche la percezione indebita del reddito di cittadinanza. Tra i cognomi anche alcune persone imparentate con soggetti legati ai clan Vigilia, Sibillo, Puccinelli, Amodio-Abrunzo. Nella loro domanda non era stata specificata la condizione detentiva del familiare.

I FAMILIARI DEI CAMORRISTI E IL REDDITO DI CITTADINANZA

Nell’area maranese non sono solo i numeri a far strabuzzare gli occhi. Tra le persone a cui è stato revocato il reddito c’è anche la figlia di un uomo ritenuto coinvolto nell’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. La donna, secondo quanto accertato, avrebbe ottenuto circa 8500 euro senza alcun titolo.

Tenace l’ex moglie di un uomo ritenuto vicino al clan Nuvoletta. Dopo la prima revoca del beneficio, la donna avrebbe richiesto nuovamente il rdc in un CAF. I carabinieri sono però riusciti a bloccare sul nascere la domanda, prima che l’istituto previdenziale erogasse la mensilità di sussidio. A carico di una 36enne ritenuta vicina al clan “Lepre” sono state accertate 3 istanze di richiesta del reddito in un periodo che va dal 2019 fino all’ultimo trimestre del 2021. Due di queste come beneficiaria indiretta, nonostante fosse in stato detentivo.

Reddito di cittadinanza a Napoli e provincia, la truffa dei furbetti: in 5 mesi incassati 6 mln di euro

La donna è stata denunciata e l’inps ha disposto la revoca del beneficio e ha avviato la procedura di recupero delle somme erogate. Siamo su cifre che si attestano sui 30mila euro circa. Ci ha provato due volte un esponente del clan “Elia”, operante nel “Pallonetto di Santa Lucia” a Napoli e ora ai domiciliari. Nel 2021 ha beneficiato del rdc e anche in questo caso carabinieri e Inps hanno proceduto come indicato dalla normativa. Questo non lo ha fermato e nel gennaio di questo anno ci ha riprovato con una nuova domanda. Ovviamente in virtù della precedente revoca l’uomo non ha ricevuto altro denaro oltre i 6mila euro già intascati. Nel quartiere Soccavo i Carabinieri della Compagnia di Bagnoli hanno scoperto che la sorella di un esponente del clan “Vigilia” ricevesse regolarmente il reddito. E’ stata denunciata e le è stato revocato il sussidio.

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Alessandro Caracciolo
Alessandro Caracciolo
Redattore del giornale online Internapoli.it. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2013.
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