Ponte della Casina Vanvitelliana pericolante, arriva l’annuncio del sindaco di Bacoli

Casina Vanvitelliana

Ponte della Casina Vanvitelliana, parte la messa in sicurezza. Da qualche tempo, purtroppo, il ponte in legno che collega la reale delizia alla terraferma, preoccupa per le sue condizioni di salute: scricchioli e avvallamenti causati della mancata manutenzione ordinaria. Il sindaco di Bacoli ha annunciato l’intervento:

“Sappiamo bene che il ponte della Casina Vanvelliana ha bisogno di interventi urgenti. Lo sanno tutti, da anni. Da sindaco di Bacoli, appena insediato, avrei potuto lavarmene le mani: e chiuderlo. “La colpa è degli altri. Oggi siamo in dissesto. Non mi assumo alcuna responsabilità”. E così lo riaprivamo tra dieci anni. Invece no, non potevamo permetterlo. Perché il Casino Borbonico del Fusaro, non è soltanto uno dei simboli della nostra città. Ma di Napoli, della Regione Campania. Una delle gemme del patrimonio culturale italiano. Quindi, ci siamo attivati. Subito. In silenzio. Il primo passo è stato quello di limitare l’accesso al ponte, su relazione di un architetto specializzato, a sole cinque persone per volta. Già da fine giugno. Sotto l’occhio vigile di guardiani, volontari e Protezione Civile. Poi, a metà agosto, concluse le indagini tecniche alla struttura, è stata individuata una ditta specializzata in conservazione di ponti lignei.
E domani, così come concordato prima delle ferie estive, sarà sul posto per iniziare i lavori più emergenti. Di pari passo, è stato già preparato un progetto più articolato per il rifacimento complessivo: che condivideremo con la Soprintendenza e sarà oggetto di finanziamenti pubblici. Ma c’è di più. Da settimane, stiamo studiando una procedura ad evidenza pubblica per poter permettere l’accesso alla Casina ottocentesca proprio come era in origine: via lago, con barchette. Un’opportunità per creare nuova occupazione. Perché è vero che Bacoli è in dissesto; è vero che il paese cade a pezzi, che i problemi sono tanti; ed è vero che la burocrazia ha tempi biblici. Ma questo non ci autorizza a restare fermi a guardare. Per questo, in silenzio, senza tralasciare nulla, difendiamo i nostri tesori. Li valorizziamo. Li restituiamo alla comunità. Un passo alla volta”.