Cesare Battisti, lʼavvocato ricorre in Cassazione: “Bisogna annullare la conferma dellʼergastolo, è illegittimo”

Cesare Battisti ​presenta ricorso contro la pena dell’ergastolo: è illegittima la mancata commutazione dell’ergastolo in 30 anni di carcere per l’ex Pac arrestato a gennaio in Bolivia e consegnato all’Italia per espiare una condanna per 4 omicidi commessi 40 anni fa. Lo sostiene il difensore, Davide Steccanella, nel ricorso in Cassazione contro la decisione di giudici di Milano che hanno rigettato l’istanza di commutare la pena. Per il legale andava applicata la procedura di estradizione dal Brasile perfezionata dal dicembre scorso con la condizione che la pena da scontare fosse di 30 anni.

Nel ricorso per Cassazione si chiede di annullare la decisione con cui qualche settimana fa la Corte d’Assise d’Appello di Milano, in seguito a un incidente di esecuzione, in linea con il pg Antonio Lamanna, aveva rigettato l’istanza della difesa dell’ex terrorista, confermando che l’ex terrorista dei Pac dovrà scontare l’ergastolo anche se, a tempo debito e dopo un concreto percorso di rieducazione, potrà godere dei benefici penitenziari.

Nelle 31 pagine del ricorso, il legale, in uno dei capitoli principali del suo atto, sostiene che al di là di quanto accaduto in Bolivia, Paese da cui Battisti è stato espulso, per la difesa, senza il rispetto delle norme internazionali (Patto sui diritti civili) e senza le conseguenti garanzie, il 13 gennaio scorso a suo dire, la procedura di estradizione con il Brasile era perfezionata dal 14 dicembre precedente e andava rispettata con anche la commutazione della pena dall’ergastolo a 30 anni. In questo modo, secondo il ricorso, è stato violato il «principio di buona fede internazionale» sancito dalla legge del 1974 che ha ratificato la Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati. Inoltre una volta perfezionata la procedura di estradizione «il soggetto assume la qualifica giuridica di estradato a tutti gli effetti, status giuridico che non viene certamente meno a seconda del luogo ove venga successivamente fermato» e che , nel caso di Battisti, «non risultava affatto incompatibile con un successivo allontanamento da parte di altro Stato (Bolivia)» dove è stato fermato e poi consegnato alla polizia italiana per essere poi trasferito a Ciampino e infine in carcere in Sardegna.