Clan a S.Antimo:«I Verde pronti a vendicarsi di Puca per la morte del Negus»

A riaccendere le tensioni tra i clan Puca e Verde di Sant’Antimo le rivelazioni del collaboratore di giustizia Claudio Lamino. E’ quanto viene ricostruito nelle oltre 1500 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare che tre giorni fa ha messo in luce anni e anni di malaffare nel paese a nord di Napoli. Ad innescare la ‘miccia’ il contenuto delle dichiarazioni rese dal neopentito in merito all’omicidio, avvenuto nel dicembre del 2007, di Francesco Verde ‘o negus, capo storico della compagine camorristica dei Verde, ed al tentato omicidio di Mario Verde, alias o’ tipografo, autista del primo. A distanza di dieci anni da quell’evento di sangue, che segnava l’affermazione della supremazia camorristica dei Puca sui Verde nel territorio di Sant’Antimo e zone limitrofe generavano forme di ritorsione da
parte dei Verde e contestualmente mettevano in allarme i Puca al fine di prevenire azioni
delittuose più eclatanti ai loro danni.

I dubbi sul ruolo di Lorenzo Puca

Il risentimento degli uomini del Negus si era così concretizzata attraverso alcuni atti dinamitardi verificatesi nella seconda e terza decade del mese di novembre del 2017 ai danni di soggetti come Antimo Di Biase direttamente coinvolto nella soppressione
del Negus. A tali rappresaglie non era seguita una reazione da parte dei Puca, giacché lo
stesso Francesco Di Lorenzo, nel corso di un dialogo intercettato aveva segnalato lo scarso carisma e capacità criminale espresse da Lorenzo Puca. Lamino aveva indicato proprio Giuseppe Di Domenico ‘pepp ‘o scucciat quale affiliato che avrebbe dovuto partecipare per conto del clan Puca agli ulteriori progetti omicidiari in danno degli esponenti del clan Verde, tra cui proprio quello in danno di Antonio Liguori, indicato nel corso del dialogo intercettato.

Gli uomini del ‘minorenne’ temevano vendette

Lo stesso collaboratore, nel corso dell’interrogatorio reso in data 5 maggio 2017, evidenziava i timori nutriti da Antimo Puca ‘Maulone’, “socio” di Di Domenico per una possibile vendetta da parte dei Verde quale risposta al clan Puca per l’omicidio di Francesco Verde:«Altra preoccupazione di Maulone era che i Verde potessero fargli del male in virtù
del {atto che lui aveva [atto da tramite nell’omicidio del Negus; infatti, Puca Antimo mi
disse che un tale Barretta Crescenza, vicino alla famiglia Verde, gli aveva detto che se la
sentenza all’ergastolo di Puca Pasquale fosse diventata definitiva, doveva stare attento ai
Verde, nel senso che doveva temerne la vendetta visto che con l’ergastolo definitivo a Puca
Pasquale quest’ultimo, all’eventuale omicidio di un suo aflìliato quale era il Maulone. non
avrebbe potuto rispondere. vendicandosi a sua volta. Ed infatti, in assenza di Pasquale,
nessuno si sarebbe interessato di progettare vendette perché Amadio Ferriera e gli altri si
interessavano di più ai soldi.. .. omissis …».

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