Volevano fare la storia come la Banda della Magliana, l’organizzazione criminale romana impressa in libri, film e serie tv. Il reggente del clan della 167 di Arzano voleva scrivere il suo personale Romanzo Criminale, ma prima la faida interna contro la fazione di Davide Pescatore e poi le accuse della DDA di Napoli hanno interrotto il suo delirio. Il dettaglio emerge chiaramente da un’intercettazione, captata nell’agosto 2022, nella quale il ras Salvatore “Sasi” Romano ostentava compattezza e spregiudicatezza criminale: «Sì… ma io ora dico una cosa… ora che esce lui come ci dobbiamo muovere… [omissis]… lo mettiamo a fare le estorsioni… [omissis]… tra un po’ doveva uscire… no, quello dovrebbe uscire perché ebbe i continuati… uanemme siamo tutti quanti senza figli… senza niente… sentimi a me… dobbiamo fare solo la storia, Antonio… come la Banda della Magliana…».
“Qua chi esce di noi può comandare”, il trasformismo del clan della 167 di Arzano
Secondo gli inquirenti, il reggente sosteneva che gli arresti non avessero affatto indebolito il clan, alla luce dell’alto numero di affiliati presenti sul territorio arzanese, ritenuti capaci di fronteggiare qualunque gruppo nemico. Per “Sasi” Romano esisteva un vero e proprio “trasformismo” della cosca, in grado di assicurare i cambi di vertice e le attività criminali senza particolari ripercussioni sulla tenuta del gruppo: «Antonio… ora qua lo sai cosa diventa… [inc.]… mi senti… punì pum pum… [inc.] va bene… capito com’è… nessuno può intervenire ad Arzano [inc.]… noi siamo venti di noi Antonio… trenta di noi… […] qua chi esce esce di noi può comandare».
La risposta dello Stato è arrivata stamattina, quando i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale partenopeo su richiesta della DDA di Napoli, a carico di 17 persone.
Gli indagati sono raggiunti, a vario titolo, da gravi indizi di colpevolezza per i reati di associazione di tipo mafioso, usura ed estorsione aggravata e continuata per conto del clan della “167” di Arzano. Le vittime del gruppo criminale erano imprenditori e commercianti locali. Le indagini, condotte tra il 2021 e il 2022, hanno inoltre svelato le logiche di violenza imperanti persino all’interno delle fila degli stessi Scissionisti Arzanesi: gli affiliati infatti potevano essere violentemente picchiati per risolvere i dissidi interni alla cosca.
Colpo al clan della 167, blitz tra Arzano e l’hinterland: i nomi dei 17 arrestati


