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domenica, Ottobre 2, 2022
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Campania. Decessi anomali in una nota clinica: chirurgo arrestato


Avrebbero eseguito interventi chirurgici in clinica “totalmente demolitivi ed inutili” ai danni di pazienti oncologici, molti dei quali poi deceduti. E’ la grave accusa che la Procura di Salerno contesta a due medici della “Casa di Cura Tortorella”. Ai medici sono attribuiti “plurimi omicidi colposi commessi tra il 12 novembre 2017 ed il 25 marzo 2018”. I carabinieri di Salerno hanno arrestato oggi Carmine Napolitano, primario del Reparto di Unità Funzionale di Chirurgia Generale e chirurgia Oncologica della “Casa di Cura Tortorella” di Salerno, e sospeso dall’attività Marco Clemente, medico chirurgo in servizio nello stesso reparto.

Un modus operandi “spregiudicato” e una gestione “imprudente” dei pazienti da parte del primario del reparto di Chirurgia generale e chirurgia oncologica Carmine Napolitano, assunto a novembre 2017, e di Marco Clemente, assunto quale medico chirurgo nello stesso reparto e nella stessa data. Ci sarebbe questo dietro l’anomalo incremento di decessi verificatisi nella “Casa di cura Tortorella” di Salerno tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, oggetto di segnalazioni che hanno fatto scattare le indagini dei Carabinieri della compagnia di Salerno, coordinati dal procuratore Giuseppe Borrelli, dai pm Elena Cosentino e Claudia D’Alitto.

Il modus operandi

Le indagini sono culminate oggi nell’esecuzione di un’ordinanza del gip di Salerno applicativa, nei confronti di Napolitano, degli arresti domiciliari, e di Clemente di sospensione dalla professione presso qualsiasi struttura sanitaria.

Dalla verifica della documentazione sanitaria riguardante alcuni pazienti ricoverati nella clinica e dall’ascolto di alcuni dei medici operanti è emerso lo “spregiudicato modus operandi del neo assunto chirurgo”, circostanza che ha portato a un approfondimento delle indagini. La Procura di Salerno ha acquisito le cartelle cliniche e disposto l’esecuzione di cinque autopsie sulle salme di alcuni dei pazienti deceduti, contemporaneamente ha conferito un incarico di consulenza finalizzato alla ricostruzione e all’analisi comparativa dell’attività di ricovero e ambulatoriale della Casa di Cura Tortorella spa di Salerno tra gli anni 2016-2017 e il periodo successivo: ne è emerso un aumento di ricoveri per alta specialità chirurgica, secondo un andamento costantemente crescente e successivo alla presenza del nuovo direttore di reparto.

Le indagini

Dallo studio di 83 cartelle cliniche è risultato come, a fronte dell’aumento delle prestazioni e, sottolinea la Procura di Salerno, “degli utili”, la scelta di politica aziendale non fosse coincisa con il miglioramento delle prestazioni sanitarie. Anzi, lo scenario portava a porre in dubbio le effettive capacità del chirurgo e della sua equipe. In particolare del suo assistente Marco Clemente, al quale la Procura riconosce “un ruolo attivo e co-decisionale nella scelta e attuazione dei trattamenti terapeutici”.

Secondo l’analisi effettuata collegio di periti nominati dalla Procura, gli indagati optavano “in maniera superficiale per scelte terapeutiche rischiose e sproporzionate. Violavano reiteratamente i protocolli di sala operatoria e mantenevano lo stesso contegno di assoluta imprudenza anche nelle fasi successiva all’esecuzione di interventi chirurgici ad alta percentuale di rischio di complicanza post operatoria”.

Gli interventi inutili

La Procura di Salerno ha raccolto a carico dei sanitari indagati “plurime contestazioni di omicidio colposo” contestando “di aver eseguito una serie di interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza, totalmente demolitivi e inutili a fronte di malattie oncologiche in avanzata stadiazione”. Viene inoltre contestato un secondo gruppo di interventi “caratterizzato dalla imperizia nella fase esecutiva e dalla totale negligenza nella gestione della fase post operatoria, con omissione dei prescritti controlli e indagini diagnostiche a fronte dell’evidente insorgenza di complicanze”. Le ipotesi di lesioni colpose, pur emerse dalla disamina delle cartelle, “non sono allo stato procedibili per difetto di querela”, fa sapere la Procura di Salerno.

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