Scoperta una struttura operativa incaricata di mantenere il controllo del territorio e degli affari illeciti. Questo è il quadro ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 8 provvedimenti di fermo nei confronti di presunti appartenenti alla fazione del boss Michele Zagaria
L’indagine, coordinata dai sostituti procuratori Vincenzo Ranieri, Vincenzo Toscano e Alfredo Gagliardi, sotto la direzione del procuratore aggiunto Michele Del Prete, è stata eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta e coinvolge complessivamente 11 persone come riporta CasertaNews.
Dunque il gruppo avrebbe rappresentato il livello di raccordo tra i vertici storici della cosca e la manovalanza criminale attiva sul territorio, gestendo attività economiche, intimidazioni e affari illeciti nella zona di Casapesenna e nei comuni limitrofi.
Tra i destinatari del provvedimento figura Costantino Garofalo, 29 anni, di Casapesenna, che gli investigatori indicano come presunto referente operativo del gruppo. Insieme a lui sono stati fermati anche i fratelli Raffaele , 60 anni, e Aldo Nobis, 56 anni, oltre a Paolo Francesco Serao, Vincenzo Fontana, Gianluca Piccolo, Valerio Mormile e Franco Moccia, tutti residenti a Casapesenna.
Le accuse, contestate a vario titolo, comprendono associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi, concorrenza illecita, violenza privata e atti di pubblica intimidazione aggravati dal metodo mafioso. La posizione degli indagati sarà ora valutata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, chiamato a decidere sulla convalida dei fermi.
Colpo alla fazione Russo-Schiavone dei Casalesi, eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare


