Dal carcere duro alla libertà. Torna libero Raffaele Teatro, ‘pezzo da novanta’ degli Amato-Pagano nonchè genero di Raffaele Amato, il fondatore del gruppo degli Scissionisti. La Corte d’Assise di appello di Napoli (III sezione), nel giudizio di rinvio a seguito dell’annullamento della precedente condanna all’ergastolo disposto dalla Cassazione, ha assolto con formula piena Teatro dall’accusa di essere stato il mandate e istigatore dell’omicidio di Francesco Feldi ‘o tufan, omicidio commesso materialmente da Giovanni Illiano e Mirko Romano.
Contro Teatro vi erano le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Illiano, Michele Caiazza e quelli dei fratelli Annunziata: tutti condannati per l’omicidio Feldi. In aggiunta vi erano contro di lui quattro chiamate in reità (rese da Carmine Cerrato, Paolo Caiazza Carmine Esposito e per ultimo Alessandro De Cicco).
Per questo motivo, nei due precedenti gradi di giudizio, Teatro era stato condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno e collocato al regime del 41 bis.
Tuttavia, il pool di avvocati che ha assistito Teatro, composto dagli avvocati Luigi Senese, Saverio Senese, Emilia Granata e Andrea Di Lorenzo è riuscito a smontare completamente il poderoso quadro accusatorio che gravava a carico del Teatro ribaltando completamente la situazione processuale.
Una prima svolta si era già avuta il 18 dicembre 2025 quando la Corte di Cassazione, accogliendo i ricorsi presentati dagli avvocati di Teatro, annullò la sentenza di condanna stabilendo un nuovo giudizio di appello. In questa sede infatti il carico accusatorio a carico di Teatro si era aggravato ulteriormente per le recenti dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Alessandro De Cicco. La Procura ha infatti chiesto la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale al fine di procedere all’esame del neo collaboratore e ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo. Nonostante ciò gli avvocati sono riusciti a superare anche questo nuovo elemento e hanno ottenuto l’assoluzione con formula piena di Teatro Raffaele, il quale è stato immediatamente scarcerato e può quindi uscire in totale libertà dal regime del 41 bis dove è stato fin ora recluso
La dichiarazione del pentito Annunziata
Il primo a tirare in ballo Teatro era stato il pentito Gaetano Annunziata: nel verbale del 14 dicembre 2012 Annunziata ha rivelato ai magistrati:«Non conoscevo Francesco Feldi, ho saputo del suo omicidio da Mirko Romano che in quel periodo frequentavo assiduamente. Si deve comprendere che quando è stato ucciso Feldi Francesco, se non sbaglio era d’inverno comunque prima del luglio 2011 periodo in cui invece mi sono separato da Mirko Romano, quest’ultimo era molto legato a me e spesso dormiva a casa mia. Già nei giorni precedenti a questo omicidio sapevo che avevano in programma di uccidere qualcuno ma non sapevo di chi si trattasse. Sapevo questo perché ho preparato con lui le armi per questo omicidio, ricordo che erano tre pistole, non ricordo con precisione di che tipo, una era sicuramente a tamburo le altre erano automatiche ma non ricordo il calibro, forse una 38 ed una 57, ma non ne sono certo. Le pulimmo a casa mia ed oltre a me e Mirko Romano, Raffaele Teatro e un ragazzo che conosco come “Attanasio di Mugnano” (Attanasio Liguori ndr), persone che sono in grado di riconoscere. Io e Mirko provammo le armi al 13° piano della vela Rossa. Attanasio ricordo che venne a controllare le armi dopo che le avevamo provate e portò anche la macchina che doveva essere utilizzata per l’agguato ed all’interno della quale, nel sistema, vennero nascoste, da me le armi. Era una Fiat Punto grigio scuro modello vecchio. Dopo aver commesso l’omicidio, la sera, Mirko venne a dormire da me e mi disse che avevano ucciso Feldi Francesco. Non entrò nel dettaglio, mi riferì solo alcuni particolari. Ricordo che mi disse di avere aspettato la vittima tutta la giornata e di averlo poi ucciso sotto la sua abitazione».

