Da settembre iniziano le verifiche: chi rifiuta perde il reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza entra finalmente nel vivo. Dopo una fase iniziale in cui è sembrato essere un semplice contributo economico per le famiglie meno abbienti, la misura di sostentamento, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, passa alla sua fase più concreta. La selezione dei navigator è stata completata e, ad esclusione della Campania, le regioni hanno già firmato le intese.

Dal 2 settembre partiranno, infatti, le convocazioni dei percettori del reddito per costruire il percorso per la ricerca di un occupazione. Si firma il Patto per il Lavoro e, se chi non accetterà le offerte successive offerte di lavoro, il rischio di perdere il beneficio sarà molto concreto.

Reddito di cittadinanza – il caso Campania

Il Mattino, però, ricorda il caso Campania. È la regione che ha il maggior numero di famiglie coinvolte, oltre 170 mila. Qui però manca l’accordo per i 471 navigator assegnati alla regione in base al concorsone che li ha distribuiti in tutta Italia. Il governatore Vincenzo De Luca chiede prima di stabilizzare i 600 dipendenti precari che lavorano all’Anpal. A far sbloccare la situazione poteva arrivare anche il decreto su Ilva e rider, che contiene anche le norme per la proroga di 8.500 Lsu, molti dei quali proprio in Campania. Ma il decreto, approvato dal consiglio dei Ministri con la formula salvo intese, è tra quelli rimasti intrappolati dalla crisi di governo. Navigator o meno, tutte le regioni si sono impegnate ad avviare le convocazioni dei percettori a partire da settembre.

L’invito non riguarderà solo l’intestatario del reddito di cittadinanza, ma tutti i maggiorenni della famiglia non occupati o che non frequentano un regolare corso di studi. Saranno invece esclusi i beneficiari della pensioni di cittadinanza o gli over 65, nonché i disabili. Esonerati sono anche i componenti della famiglia con impegno di cura per bambini sotto i 3 anni o per persone non autosufficienti.