HomeCronacaDal compleanno al dramma a Napoli, è morto l'autista Carlo Capuano

Dal compleanno al dramma a Napoli, è morto l’autista Carlo Capuano

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Un lutto improvviso ha colpito la ANM in cui lavorava Carlo Capuano. L’uomo è morto sabato scorso proprio a poche ore dal suo 54esimo compleanno: lascia la moglie e la figlia. L’annuncio della sua morte è stato diffuso dal sindacalista Marco Sansone. I funerali si sono tenuti stamattina nella chiesa Parrocchia Maria Immacolata della Medaglia Miracolosa a Soccavo.

Le dediche per Carlo Capuano

E dopo i funerali resteranno solo i ricordi. E poi il vuoto. Di un genio, di un produttore di buonumore, di un attore mancato, di un poeta capace di parlare di tutto con empatia e leggerezza. Ma anche con intelligenza. Di un uomo particolare.
Che nasce il 22 giugno, nel giorno in cui poi si celebreranno i suoi funerali. Esattamente 40 anni dopo il gol del secolo di Diego all’Inghilterra.
Esattamente 40 anno dopo il gol della “mano de Dios”. In questi giorni sei stato capace di far piangere tutti quelli che hai fatto ridere per una vita intera, come nel finale di una commedia di Eduardo o di un film di Totò. O come in una canzone di Pino, ma di quelle più vecchie.
Indimenticabile la tua risata, la tua voglia di vivere ed il tuo coraggio nei giorni della malattia, quando eri tu a rincuorare noi, anche se avremmo dovuto essere noi a rincuorare te. Lasci un vuoto talmente grande che sembra risucchiare tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerti.
Stamattina a tutti è sembrato di sentirti ancora una volta: “E jamm jamm, facimm ambress, fa tropp cavere”. Ringraziarti per ciò che hai rappresentato e rappresenti è tutto ciò che possiamo fare Carlo Capuano. Allora è vero che non siamo tutti uguali. Allora è vero che qualcuno è immortale“, questo il cordoglio espresso da Sansone.

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Ebbene si a volte la vita è ingiusta,non avrei mai immaginato di guidare in questo modo oggi, una delle giornate più tristi ,hai lasciato un vuoto immenso, anche se noi siamo freschi arrivati in azienda ci hai saputo accogliere come se eravamo tutti figli tuoi ed è per questo che non ce ne faremo mai una ragione , ti porteremo sempre con noi in ogni km, in ogni fermata e su ogni linea ,oltre ad essere il nostro Capo sei stato il padre di tutti noi .La sera quando eri giù al movimento, tutti ci aspettavamo che ci fossi tu per scherzare e ridere e passare quei 5 minuti di spensieratezza, non potrai mai e poi mai essere dimenticato poichè sei e resterai l’ unico ad essere così com’eri, ti voglio bene Carlè Capo ,padre e amico di tutti Carlo Capuano”, scrive Giulio.

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