«Dammi una brioche e un cappuccino, sennò ti rapino». Al momento Cristian Gottardo, 51 anni, di Padova, esattamente da un anno titolare del bar “Al Picinin” di via Tasso a Belluno, ha pensato a uno scherzo di Carnevale, un po’ fuori orario, molto fuori contesto.
Però ha preparato il cappuccino e ha messo la brioche sul piattino.
“Dammi caffè e brioche o ti rapino”, barista stende il ladro con mosse di arti marziali
L’uomo, un 40enne con un giubbotto blu, pantaloni di una tuta grigia e un foulard sul viso a coprire bocca e naso, ha iniziato a consumare, nel bar a quell’ora non c’era nessuno, erano le 7.15. Poi ha fatto un passo di lato fino a raggiungere il varco nel bancone quasi a voler entrare nella parte vicino alla cassa infilandosi una mano in una tasca interna del giubbotto e tirando fuori una specie di coltello di una ventina di centimetri a forma di crocifisso con la parte alta della croce a fare da manico e quella inferiore da lama.
Cristian Gottardo ci ha messo un secondo a reagire, attingendo anche ai suoi 17 anni di ju jitsu: lo ha steso a terra incurante di quella lama. A quel punto Cristian è uscito dal bar chiamando il 113. Intanto l’uomo all’interno si era rialzato raggiungendo lo stipite della porta d’ingresso automatica e iniziando ad armeggiare sulla chiavetta che gestisce la chiusura dall’interno. «Come se volesse asserragliarsi dentro», ricorda Gottardo. Solo che aveva sbagliato posizione della chiavetta, consentendo di fatto la riapertura della porta a mano dall’esterno. «A quel punto è uscito, ha svoltato per via Caffi e si è allontanato a passo svelto verso la stazione». Troppo tardi: «Polizia e carabinieri sono arrivati 20 minuti dopo la mia chiamata, sono andati anche in stazione, ma ormai del tizio non c’era più traccia». Era la prima volta che i due si incrociavano: «Non lo avevo mai visto prima».
La ricostruzione
Quando l’uomo è entrato nel locale aperto da pochi minuti, Cristian Gottardo si trovava nella parte seminterrata del bar, dove si trovano i servizi e un piccolo ambiente dove taglia gli affettati e prepara i cibi da servire al banco. «Quando sono risalito me lo sono trovato davanti e ho avuto subito la sensazione che non fosse perfettamente a bolla», poi quell’ultimatum bislacco, «brioche o rapina» che ha tolto gli ultimi dubbi.
Cristian ha eseguito e forse sarebbe finita così se non fosse comparso quel coltello a forma di crocefisso. Nel cassetto interno del bancone c’erano 2mila euro. L’incasso degli ultimi giorni, «li avrei portati in banca oggi (ieri)». Difficile sapere se il mancato rapinatore fosse al corrente della presenza dell’importo a pochi centimetri dal punto in cui aveva estratto il coltello-crocifisso. L’intera sequenza è stata immortalata dalla telecamera di sorveglianza interna del bar e le immagini sono state analizzate dagli agenti della questura incrociandole con quelle registrate dall’impianto di sicurezza della stazione dei treni dove l’uomo si è diretto.
Dopo aver spiegato agli agenti della Volante cosa era successo, Cristian Gottardo non si è scomposto più di tanto ed ha proseguito la sua giornata di lavoro non lesinando particolari di quei concitati minuti agli avventori che gli chiedevano cos’era successo. «Mai capitato nulla di simile, alla fine ci ho rimesso solo una brioche e un cappuccino». Ieri in serata stava ancora valutando se sporgere denuncia.
In serata la polizia è risalita all’autore della tentata rapina: è di Mestre e già nei giorni precedenti si era reso protagonista di altri episodi di criminalità.

