Abusi su una ragazzina, anche il Riesame conferma carcere per don Michele Mottola

 

 

 

 

Resta in carcere don Michele Mottola, il parroco di Qualiano finito in cella per abusi su una ragazzina. Anche il tribunale del Riesame, così come già aveva fatto il gip, ha deciso di non scarcerato. Don Michele si era avvalso della facoltà di non rispondere ma aveva sostanzialmente confermato le accuse a suo carico. In una breve dichiarazione spontanea l’ex parroco di Trentola Ducenta (Caserta). Don Michele Mottola, arrestato qualche giorno fa dalla Polizia, nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli Nord, con l’accusa di molestie sessuali ai danni di una bimba di 12, frequentatrice della parrocchia aveva detto. “Sono pentito di quello che ho fatto, chiedo scusa alla famiglia della ragazzina” ha detto dopo aver deciso di non rispondere alle domande del Gip che giovedì scorso lo ha spedito in galera su richiesta della Procura guidata da Francesco Greco. La trasmissione Le Iene è tornata ad occuparsi del caso, dopo che già nelle scorse settimane aveva raccolto la denuncia della vittima ed aveva intervistato Don Michele.  “Adesso sta meglio, è quello che voleva. Quando ha saputo dell’arresto non ha pianto ma ha sorriso”, ha detto la sorella della vittima. 

 

ARRESTATO DON MICHELE DOPO IL NOSTRO SERVIZIO

STASERA A LE IENE NOVITÀ SUL PRETE ARRESTATO"Quello che facciamo io e don Michele si chiama sesso?". Se lo chiedeva la piccola di 11 anni che così ha registrato tutto. Dopo il nostro servizio, il prete è stato arrestato ➡ http://bit.ly/2Cv679k

Publiée par Le Iene sur Dimanche 10 novembre 2019

 

 

Don Michele era già stato sospeso dalle funzioni di parroco dal vescovo di Aversa a maggio, quando era venuta alla luce la vicenda. È stata la stessa vittima di don Michele Mottola a incastrarlo dopo aver registrato con il telefonino le conversazioni avute con il sacerdote nella canonica della parrocchia, dove sarebbero avvenute le molestie.
. Il legale del sacerdote, l’avvocato Antimo D’alterio, aveva chiesto i domiciliari ritenendo non sussistano elementi per la detenzione carceraria ma il gip ha confermato il carcere. Ora anche il Riesame ha confermato la detenzione.

L’agguato a Don Michele Mottola

“Non voglio fare apparire don Michele Mottola come una vittima – spiega all’Adnkronos il difensore del religioso Antimo D’Alterio- ma in questo momento è molto provato perché dieci giorni fa è stato aggredito dal papà della bambina,vittima degli abusi sessuali, sull’asse mediano nel territorio di Napoli. Gli è stato fatto un vero e proprio agguato.
Episodio che è stato denunciato alla magistratura. E’ stato speronato con l’auto e aggredito fisicamente. Solo l’intervento di due motociclisti ha evitato il peggio. Basta guardare le foto delle auto che abbiamo conservato per capire la gravità dell’episodio”.

“Sul posto sono stati allertati i vigili urbani di Napoli e don Michele è stato pure refertato in ospedale per alcune ferite riportate al volto. Ma al di là di tutto ciò ripeto lui ha ammesso sia con il vescovo che con il gip oggi questa sua debolezza e ha chiesto scusa a tutti. Se il gip non dovesse concedergli i domiciliari aspettiamo la fissazione del riesame per chiedere una pena meno afflittiva”.