Donna si sposa dopo aver cambiato sesso, suo figlio fa il passaggio inverso e diventa una bambina

Una foto di famiglia mostra due giovani genitori insieme alla loro bambina che, per l’occasione, indossa il suo vestito preferito e le sue scintillanti scarpette rosa. Niente di più comune – verrebbe da dire – in merito allo scatto, se non fosse che questa stessa immagine è il ritratto di un amore fuori dall’ordinario. La piccola Jayden Rogers, una graziosa ragazzina di cinque anni che appare accanto a sua mamma Jody, infatti, in realtà è un maschietto; mentre Greg, oggi 27enne e da tre anni suo papà, fino a 16 anni era una femmina. In Gran Bretagna, questo nucleo viene considerato il primo caso di famiglia transgender da due generazioni. Come riporta il “Daily Mail”, la presa di coscienza da parte di Jayden di voler essere a tutti i costi una bambina è arrivata circa un anno fa. Da quel momento, se gli insegnanti e gli amici più intimi hanno accolto la sua decisione in modo positivo, i genitori Greg e Jody hanno cominciato a ricevere pesanti accuse online, perché ritenuti i principali responsabili della sua scelta.

Tutto ha avuto inizio – riporta Leggo – con una segnalazione anonima ai Servizi sociali locali, perché Jayden stava giocando nel cortile di casa vestito da bambina. Nonostante la verifica successiva da parte degli operatori avesse riconosciuto la famiglia Rogers come un nucleo amorevole e felice, per i coniugi è seguito l’invito ad allontanarsi dalla zona. Una richiesta a cui la coppia si è opposta e che ha perciò scatenato una pioggia di insulti anonimi sul web, nei quali si sosteneva che fosse stato il padre di Jayden a condizionarlo, considerando i suoi trascorsi. In un’intervista esclusiva al “The Mail on Sunday” rilasciata dalla coppia di Shotts, una piccola cittadina della Scozia, Greg racconta che aveva 16 anni quando si fece asportare il seno. Un’operazione a cui non è seguito nessun intervento alle parti intime. «Non ho fretta, considerando che la buona riuscita è il 60% dei casi», spiega il papà di Jayden, che aggiunge: «Non abbiamo mai incoraggiato nostro figlio in tutto questo e siamo molto dispiaciuti per le accuse che ci sono state rivolte».

Jayden non sa ancora che suo padre è transgender e, proprio perché per primo ha vissuto questa esperienza, Greg sa bene quanto sia difficile la vita per persone come lui: «La gente ti giudicherà sempre e credo che nessuno nella mia condizione consiglierebbe mai a un bambino di andare in questa direzione», precisa. Quello che conta per i genitori di Jayden è solo il benessere psicofisico di loro figlio, che dispone di un guardaroba da maschio e da femmina, per scegliere ogni giorno cosa indossare, e sa bene che se volesse fare un passo indietro e tornare a vestire i panni di un maschietto, sua mamma e suo papà lo sosterrebbero in tutti i modi. Perché per loro conta la sua felicità: «Ora che Jayden si sente una bambina e vive come tale, è molto più contenta», raccontano i due genitori che, inizialmente, avevano pensato che le sue stranezze fossero dovute a una fase della crescita.

Gli operatori dei Servizi sociali che stanno monitorando la situazione, continuano a suggerire alla famiglia Rogers di andare a vivere in un altro posto, lontano dai pregiudizi di alcuni vicini di casa. Nella municipalità del North Lanarkshire in cui sta crescendo Jayden, infatti, alcune mamme vietano alle loro figlie di giocarci assieme, perché in realtà si tratta di un bambino. «Ma noi restiamo qui – spiega Greg – visto che la maggior parte della comunità ci supporta. Certo, questa vicenda sta riaprendo le vecchie ferite di quando a 16 anni affrontai l’operazione al seno e il rifiuto dei miei genitori». In quel periodo il papà di Jayden fu costretto ad andare a vivere dalla nonna e cercò persino di combattere quello che sentiva. Ma poi capì di essere nato nel corpo sbagliato. «Ho affrontato mesi terribili, i miei coetanei mi aggredivano per strada. Non lascerò mai che la mia piccola viva simili condizioni», aggiunge Greg. Nato con una parziale sordità, Jayden è riuscito a esprimere le sue emozioni solo 11 mesi fa, dopo un intervento chirurgico per correggere l’udito.

«Lei è fermamente convinta di essere una femmina, dice di odiare i vestiti da maschi e tutto il loro mondo. Da quando ce lo ha comunicato, non è più tornata indietro», precisa suo papà. Su Jody, madre biologica di Jayden, la scelta di suo figlio ha avuto un effetto profondo: «Credevo fosse solo una fase di crescita, non pensavo potessero esserci bambini transgender. Poi, parlando con altre famiglie nella nostra stessa situazione, mi sono accorta che questa realtà sia più comune di quanto si pensi. Mi sono serviti sei mesi per accettare la decisione di Jayden. Non sono mai stata una ragazza femminile, ma per mia figlia ho dovuto imparare a mettere lo smalto e a pettinare i capelli da bambina. Per fortuna il suo nome è unisex, anche se ancora uso “lui” al posto di “lei”, e Jayden si arrabbia molto», racconta Jody. Una delle questioni più controverse sul dibattito transgender è quella dei preoccupanti effetti sulla salute causati dai bloccanti della pubertà e dalla terapia ormonale cross-sex, a cui ci si sottopone per cambiare genere.

«Certo che sono in pensiero per questo – ammette la mamma di Jayden – So che mia figlia dovrà assumere gli ormoni in modo costante se vorrà essere una femmina per sempre. Ma trovo ridicole alcune persone che ci hanno chiesto se si sia già operata alle parti intime, ha solo cinque anni. Molta gente poi mi suggerisce di dissuaderla, perché altrimenti verrà bullizzata a vita, ma francamente la sua esuberanza la espone da sempre», spiega Jody. Quest’anno Jayden, per la scuola, ha scelto di indossare una divisa da femmina e, quando esce, sfoggia vestitini, gonne e ballerine. La sua maschera preferita è quella della Principessa Anna del film d’animazione “Frozen”. Per via della sua tenera età, prima di sottoporsi a terapie e di affrontare chirurgicamente la trasformazione (semmai vorrà farlo), Jayden sarà seguita dalla Sandyford Clinic di Glasgow, a cui si rivolgono i giovani che vogliono cambiare sesso. «Nostra figlia inizierà un percorso per capire fino in fondo chi sia veramente. Noi le resteremo accanto, qualunque cosa sceglierà di fare o di essere e, quando crescerà, le racconterò la mia storia. Nel frattempo – conclude Greg – per lei faremo del nostro meglio»