Dopo l’esplosione dell’Adler anche l’aria fa paura, l’Arpac inizia le indagini

La zona Vesuviana sta facendo i conti con l’immane tragedia dell’esplosione della fabbrica Adler. Prima il boato poi l’incendio hanno sconvolto la quiete delle quarantena. Tanti sindaci hanno chiesto ai ai propri concittadini di chiudere le finestre. Arpac è immediatamente intervenuta, di concerto con i Vigili del Fuoco e le altre forze impegnate sul campo, per intraprendere i primi interventi utili per valutare gli effetti ambientali dell’incendio divampato oggi pomeriggio nello stabilimento Adler di Ottaviano. Sono stati presenti sul posto tecnici del Dipartimento provinciale di Napoli.

In base alle condizioni di sicurezza, l’Agenzia inizierà il monitoraggio delle matrici ambientali interessate dall’evento, a cominciare dal monitoraggio della qualità dell’aria. I risultati delle indagini ambientali svolte dall’Agenzia saranno comunicati alle autorità competenti e diffusi attraverso il sito istituzionale dell’Ente.

Stanotte il sindaco Luca Capasso ha scritto un post su Facebook: “Chiedo a tutti voi silenzio e rispetto. Chiedo rispetto per Enzo, che lascia una famiglia alla quale fin da ora promettiamo di stare sempre vicino. Chiedo rispetto per il nostro concittadino ricoverato in ospedale, per il quale preghiamo affinché si salvi. Chiedo rispetto per Ottaviano, sconvolta da uno degli eventi più tragici della sua storia. La nostra preghiera questa sera sale al cuore di Dio, affidiamo a Maria le famiglie che stanno soffrendo per la tragedia che ha colpito la nostra città. Santa notte, un abbraccio fraterno a tutti voi”.

LA STORIA DELL’OPERAIO MORTO

Aveva riaperto lunedì, per effetto dell’ultimo decreto governativo, la Adler di Ottaviano, dove ieri pomeriggio è avvenuta un’esplosione nella quale sono rimasti feriti due dipendenti, uno dei quali in maniera grave poi è deceduto. Secondo alcuni testimoni lo scenario che si è presentato è apocalittico ed alcuni dipendenti, usciti indenni dalla fabbrica che produce plastica e gomma. 

La persona deceduta è Vincenzo Lanza di 55 anni di Ottaviano. A comunicare il decesso è stato il sindaco del comune vesuviano, Luca Capasso giunto sul luogo dell’esplosione poco dopo il boato, e da fonti del Comando provinciale dei carabinieri. Secondo un primo bilancio, quindi, le persone coinvolte sono tre: un ferito grave portato nell’ospedale di Nola, un altro, ferito lievemente, al Cardarelli di Napoli, e la persona deceduta, ovvero Vincenzo Lanza. Le prime indagini sulle cause dell’esplosione stanno riguardando il serbatoio di metano.