Droga per la malavita di Marano, sorpresa nel processo ‘Piazza Pulita’: chiesta la nullità della richiesta di rinvio a giudizio

Udienza preliminare presso l’aula bunker del carcere di Poggioreale, davanti al gip Piccirillo, del processo sull’operazione ‘Piazza pulita‘ che ha portato alla sbarra diversi esponenti della mala di Marano.
Il collegio difensivo ha eccepito la nullità della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm poiché, secondo i legali, sarebbe stato violato il termine di cui all’art 415 bis anche in relazione alle sospensioni dei termini previste dai decreti anticovid. Inoltre è stata sollevata un’altra eccezione circa la incompatibilità della gip competente in ordine al processo. Il gip si è riservato ed ha rinviato al 5 maggio per sciogliere le riserve rispetto alla eccezione.
Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Matteo Casertano, Antonio Cavallo, Anna Iorio, Rosario Marsico, Mario Alessandro, Carlo Caramente Gianrusso, Rocco Spina, Paola Medici e Fiorenzo Onofrietto. 

L’operazione Piazza Pulita

L’attività, denominata “Piazza pulita”, ha consentito di raccogliere a carico degli arrestati gravi indizi di colpevolezza in ordine alla loro partecipazione, a vario titolo, ad un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare l’attività dell’associazione camorristica denominata clan “Orlando”, egemone da anni sul territorio di Marano, Quarto e zone limitrofe.

Per alcuni di loro la Procura ha contestato anche l’art. 416 bis, ovvero di essere veri e propri affiliati al “sistema” criminale. Si legge infatti nelle centinaia di pagina dell’accusa, che quattro degli indagati, con il ruolo di referenti per conto del clan delle attività illecite tra le quali il traffico di stupefacenti e le estorsioni, si occupavano altresì della distribuzione delle mesate agli affiliati, anche a quelli detenuti, della gestione delle piazze di spaccio, del controllo del territorio e della risoluzione di contrasti interni ed esterni al sodalizio.

L’operazione dei militari dell’Arma ha di fatto smantellato tale organizzazione che gestiva in particolare la distribuzione e la cessione della droga, sia a rivenditori all’ingrosso, sia ai pusher delle principali piazze di spaccio del territorio, estendendo le proprie maglie finanche ai territori del basso Lazio e della Sardegna, regioni che alimentavano di droga attraverso referenti del luogo. Nel corso dell’indagine, durata oltre due anni, i militari hanno sequestrato oltre 40 chili di sostanza stupefacente e hanno documentato i ruoli di ciascun indagato all’interno del sodalizio. Determinanti sono risultate le dichiarazioni di alcuni pentiti.