La mattina del 13 giugno i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due giovani. Si tratta di Gianluca Cuomo e Giuseppe Vitale, gravemente indiziati dei reati di concorso in tentato omicidio plurimo, porto e detenzione di arma clandestina, ricettazione e rapina, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Le articolate indagini condotte nel 2024 dai militari del Nucleo Investigativo e coordinate dalla DDA di Napoli – sviluppate sia attraverso massicce attività tecniche sia tramite le tradizionali attività di investigazione sul territorio – hanno consentito di fare luce su tre importanti fronti.
La faida tra clan a Fuorigrotta
- Sono stati acquisiti molteplici e gravi elementi di colpevolezza nei confronti dei due arrestati, ritenuti gli autori materiali del raid dello scorso 1° marzo nel quartiere Fuorigrotta. L’episodio si inserisce nel contesto della faida tra il clan Iadonisi del Rione Lauro, a cui gli indagati sarebbero contigui, e il clan Troncone.
- Gli investigatori hanno ricostruito puntualmente la dinamica dei fatti. Gli indagati avrebbero prima ingaggiato una violenta rissa in strada con alcuni esponenti del clan Troncone di Fuorigrotta, culminata poi nell’utilizzo di una pistola Beretta 92S con matricola abrasa: uno dei due giovani ha esploso quattro colpi ad altezza uomo, per poi rapinare lo scooter in uso alle vittime.
- È stato riscontrato, inoltre, come i vertici detenuti del clan Troncone impartissero ordini dal carcere ai propri affiliati in libertà.
I precedenti: la rapina a David Neres
I destinatari della misura cautelare sono tra l’altro già gravati da un altro provvedimento restrittivo, emesso precedentemente per la nota rapina aggravata messa a segno il 1° settembre 2024 ai danni del calciatore del Napoli, David Neres Campos.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
In fuga senza scarpe, il tentativo maldestro dei rapinatori di Neres

