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Fratello del ras sequestrato a Ponticelli, assolto il reggente dei De Micco

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Alcuni complici avrebbero portato al suo cospetto con la forza il fratello del ras Francesco Audino per porre fine alle aggressioni in carcere ai danni di Salvatore De Martino. Eppure nonostante la pesante accusa di sequestro di persona aggravata dalla finalità mafiosa questa sera Fabio Riccardi, indicato come il reggente dei De Micco, è stato assolto. Questa la decisione presa dal tribunale di Napoli nel processo che vedeva alla sbarra il 42enne indicato come uno dei ‘pezzi da novanta’ del clan. Assolto per assoluta carenza probatoria, smontata così la tesi accusatoria della Procura basata sulle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia: alla fine, a prevalere, è stata la linea impostata dai suoi difensori, gli avvocati Leopoldo Perone e Giovanni Nappo. Il processo si è svolto con rito ordinario. E pensare che l’accusa aveva chiesto per Riccardi ben otto anni di reclusione. In sede di abbreviato erano già stati condannati, rispettivamente a tre e quattro anni i ras Alessio La Volla e Romualdo Amitrano. Le indagini dei carabinieri, una volta saputo dell’anomalo rapimento del fratello del ras detenuto Francesco Audino ’o cinese, avvenuto in un bar del rione De Gasperi, partirono immediatamente. Gli uomini dell’Arma si recarono a casa dell’uomo e lo interrogarono. Inizialmente la vittima diede una spiegazione non proprio precisa e così i militari piazzarono una microspia nell’abitazione del rapito e visionarono con attenzione le immagini della telecamera interna e interna del locale, acquisendo diversi indizi e ricostruendo la dinamica del grave episodio.

Il timore della vittima di rivelare i nomi dei ras dei De Micco

«Volevano che portassi qualche imbasciata alla famiglia mia. Se li potevo aiutare ma non tengo nemmeno modo di parlare perché non vado a colloquio». Questo uno stralcio della conversazione tra il fratello del ras dei De Luca Bossa Francesco Audino, e un maresciallo della tenenza di Cercola che lo invitò a rivelare i nomi di chi lo aveva sequestrato. Un rapimento lampo dopo un pestaggio avvenuto in carcere con protagonisti esponenti degli stessi De Luca Bossa che avrebbero duramente malmenato Salvatore De Martino, reggente degli XX (alleati con i De Micco). I ‘Bodo’ organizzarono così la loro vendetta che era anche un tentativo di mediazione. I fatti avvennero ad agosto del 2024 ma poco dopo i carabinieri della Tenenza di Cercola scoprirono l’accaduto nonostante la vittima del sequestro di persona non avesse fatto denunciato il fatto per timore di ritorsioni contro il figlio. L’uomo spaventato non rivelò i nomi dei sequestratori nemmeno quando il maresciallo della tenenza di Cercola lo invitò a raccontargli cosa fosse accaduto: «Io li conosco tutti quanti…chi sono… uno due e tre… non posso dire niente. Ma i video ci stanno. Io non posso dire niente, ho sempre lavorato, non ho mai fatto niente»

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