Gianluca Coppola casoria antonio felli
La lite fuori al bar a Casoria, il ritorno a casa e l'agguato: gli ultimi istanti di vita di Gianluca Coppola

Nelle 43 pagine del decreto di fermo c’è la ricostruzione esatta di quello che è successo quel maledetto 8 aprile scorso a Casoria, quando Gianluca Coppola, il giovane di 27 anni, rimase ferito da colpi di pistola.
Il giovane era ricoverato in rianimazione dopo l’ intervento chirurgico subito per l’ estrazione dei proiettili esplosigli contro da Antonio Felli nel corso di una lite. Il 27 enne aveva sviluppato una infezione polmonare. Dopo 50 giorni durante i quali ha lottato come un leone non ce l’ha fatta.

Antonio Felli è detenuto nel carcere di Poggioreale, con l’ accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dall’aggravante mafiosa. Accompagnato dal suo avvocato Dario Carmine Procentese si costituì nel carcere di Secondigliano. Nei suoi confronti fu spiccata l’ordinanza per tentato omicidio, capo di reato che con la morte di Coppola si aggraverà in omicidio volontario aggravato dagli abietti e futili motivi. Inoltre per i magistrati sarebbe intraneo al clan Moccia. Per questo motivo a Felli è contestata anche l’aggravante camorristica.

La ricostruzione dell’agguato a Gianluca Coppola

I carabinieri hanno accertato che pochi minuti prima del tentato omicidio vi era stata una colluttazione fisica tra Coppola e Felli, sfociata, subito dopo, in un vero e proprio agguato armato. Il litigio è avvenuto nei pressi di un bar in piazza Pisa per vecchi e futili rancori. Coppola era fidanzato con una ragazza che molti anni prima era stata la compagna di Felli ma non è chiaro se alla base del diverbio tra i due ci siano questioni di gelosia o dissidi per altre questioni. Il litigio che è continuato anche quando i due si sono messi sui propri rispettivi veicoli (Coppola sullo scooter e Felli in auto, ndr) con manovre spericolate finalizzate ad ostacolarsi a vicenda. Felli tentò di far cadere Coppola e quest’ultimo diede dei pugni alla Panda. L’auto utilizzata da Felli era una Fiat Panda bianca intestata ad una società di noleggio. La vettura è stata poi restituita il 10 aprile, ossia due giorni dopo il delitto, non da Felli [in quanto irreperibile] bensì da un soggetto a lui sconosciuto.

La fuga dopo l’agguato a Casoria a Gianluca Coppola

Gianluca Coppola, dopo il litigio, rientrò momentaneamente presso la propria abitazione con il volto insanguinato. Anche Felli, dopo il litigio, si dirisse presso la propria zona di residenza dove lasciò l’autovettura di colore bianco e prese il possesso di uno scooter bicolore e raggiunse la Via Europa (I traversa), fermandosi proprio all’ingresso dell’abitazione di Coppola Gianluca, tendendogli un vero e proprio agguato armato nel momento in cui quest’ultimo era da poco uscito nuovamente da casa.

Sia la fuga che il ritorno a casa dei due è immortalato dalle varie telecamere di videosorveglianza cittadine e private. Gianluca Coppola,dopo essere tornato a casa incontra il padre Roberto il quale gli chiede cosa fosse successo. Lui risponde che aveva fatto discussione con un tizio fuori al bar e scende di nuovo. Ad attenderlo c’era Felli, il quale avendolo visto uscire esplode dei colpi di pistola nei confronti di Gianluca. Dopo averlo colpito si avvicina e spara altri colpi, dopodichè si rimette in sella allo scooter e scappa via. L’agguato è avvenuto sotto gli occhi di Roberto, padre di Gianluca, il quale ha visto Felli avvicinarsi al figlio ed esplodere i colpi di pistole.

La figura di Antonio Felli

Antonio Felli vanta diversi precedenti. Come riportano i magistrati, risulta essere gravato da precedenti di polizia per furto in abitazione commesso in concorso con altre persone. Inoltre è stato fermato più volte con soggetti legati alla criminalità, in particolare con esponenti del clan Moccia. “Felli Antonio, altresì, è cugino del pluripregiudicato Fell Sabato”, con precedenti anche per associazione per delinquere di tipo mafioso, in quanto partecipe del sodalizio criminale denominato clan Moccia, sotto la direzione di Angelino Giuseppe e responsabile delle richieste estorsive commesse in danno di imprenditori per conto del gruppo casoriano. Fatti per cui Sabato Felli è stato condannato in sede di giudizio abbreviato. Inoltre di Antonio Felli parla anche il pentito Luigi Migliozzi del clan Moccia.

Le parole del pentito

In particolare Migliozzi riferiva di essersi occupato inizialmente della gestione dello spaccio sotto l’egida di Iodice Pietro di San Pietro a Patierno. “Quindi indicava l’organigramma del clan. Tiferiva tra l’altro di aver commesso dei reati unitamente a Felli Antonio ed un’altra persona detta ‘o siciliano, “soggetti che rifornivano le piazze di spaccio di Casoria e Afragola, avendo rapporti con i clan di Caivano”. “Ed in particolare riferiva di essere andato nel 2018, insieme a Felli, a sparare sotto casa di un soggetto che non aveva  pagato la partita di droga nel giugno 2020”.

Quindi per i magistrati, anche in base al racconto del pentito e alle altre indagini, Felli sarebbe intraneo alla cosca criminale. Per questo motivo è contestato l’aggravante camorristica.

 

 

 

 

 

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.