Detenuto napoletano al 41 bis, l’appello della famiglia Sequino: “Almeno una videochiamata per vedere come sta”

Appello dei familiari di Giovanni Sequino, esponente della mala del rione Sanità detenuto in regime di 41 bis nel carcere de L’Aquila. I familiari del detenuto sono preoccupati visto la situazione coronavirus che sta esplodendo nelle carcere italiane. Oggi c’è stato il primo morto (leggi qui la notizia). “Oggi che la situazione è critica, le leggi sono state modificate per i detenuti per emergenza provvisoriamente e l’alta sorveglianza ed i comuni oggi hanno gli stessi diritti. Chissà quante famiglie come me che ho una figlia di tre anni con immunodepressione che siamo chiuse dal 7 marzo in casa non abbiamo il diritto di vedere il papà? Ci basterebbe almeno solo una videochiamata, non le chiediamo tanto,una videochiamata tramite skype da ricevere in una caserma dei carabinieri quindi con l’identificazione dei familiari e registrate il tutto. Mentre le scrivo mi scendono le lacrime perché penso a tutti questi giorni che mia figlia mi dice domani andiamo da babbo ed io non so cosa rispondergli… La prego di ascoltare il dolore di una mamma e di prendere in considerazione ciò che le ho appena scritto la ringrazio di cuore se lo farà Lei una bimba innocente che non conosce gli sbagli del padre. Non possiamo togliere il sorriso a questa piccola principessa”.