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domenica, Giugno 26, 2022
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Denunciati 40 genitori tra Grumo e Casandrino, i figli non andavano a scuola


Denunciati 40 genitori tra Grumo e Casandrino, i figli non andavano a scuola. I carabinieri della Stazione di Grumo Nevano hanno effettuato dei controlli volti al contrasto del fenomeno della “dispersione scolastica” ed hanno denunciato all’Autorità giudiziaria 40 persone residenti tra i 2 comuni che, in qualità di genitori di 20 ragazzi minorenni, si sono resi responsabili di inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei figli minori.

Dagli accertamenti effettuati presso gli istituti comprensivi “Pascoli”, “Cirillo”, “Marconi” e “Torricelli” i Carabinieri hanno constato con la collaborazione dei dirigenti scolastici e degli assistenti sociali del Comune che i 20 ragazzi, nonostante fossero iscritti in quelle scuole dallo scorso settembre 2021, non avevano rispettato l’obbligo di frequenza. Qualcuno ha un tasso di assenza superiore al 90% mentre altri non hanno mai frequentato.

CONTROLLI A FRATTAMAGGIORE

I carabinieri della Stazione di Frattamaggiore hanno effettuato, in concerto con gli istituti scolastici, un’attività di controllo sul fenomeno della dispersione scolastica. Circa 30 ragazzi in età scolare sono risultati non in regola con la frequenza alle lezioni, ma, dopo un’opera di sensibilizzazione condotta anche dai servizi sociali comunali, quasi tutti sono tornati tra i banchi. Solo uno ragazzo di 11 anni ha proseguito con le assenze. Entrambi i genitori sono stati denunciati.

L’abbandono scolastico in Campania

La Campania è la seconda regione in Italia per numero di ragazzi che hanno lasciato precocemente la scuola (18,1% contro il tasso nazionale del 13,8%) e ha una percentuale del 27,5% di minori in povertà relativa (contro il 22,3% della media nazionale). Tra i bambini e i ragazzi che vivono in condizioni di disagio è ancora elevato il rischio di dispersione: le scuole secondarie di secondo grado in Campania sono colpite da un tasso di abbandono del 5,06%, più basso solo di quello della Sardegna su un dato nazionale del 4,3% e per l’1,03% nelle scuole secondarie di primo grado, il secondo più alto dopo la Sicilia su un dato nazionale dello 0,83%. (Fonte: Atlante dell’infanzia a rischio, Save The Children).

Non è facile definire con certezze di che cosa sia conseguenza il fenomeno della dispersione scolastica, anche perché́ spesso si tratta di numerosi fattori non necessariamente connessi ma che finiscono per incidere sull’esperienza formativa dei ragazzi in età di obbligo scolastico, ma è impossibile negare che esso sia causa di un complessivo deperimento del capitale umano tale da incidere in maniera profondamente negativa sul futuro del Paese.

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