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Racket a Secondigliano, convalidato l’arresto di De Cicco: carcere anche per il complice

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Arresto convalidato con contestuale applicazione della custodia cautelare in carcere per Vincenzo De Cicco, il 56enne accusato di aver imposto ad un imprenditore della panificazione di Secondigliano una richiesta estorsiva.

Questa la decisione presa dal giudice per le indagini preliminari Alessandra Grammatica che ha disposto la custodia in carcere anche per Gennaro Russo, il 31enne che avrebbe accompagnato De Cicco nel panificio della vittima quando quest’ultimo avanzò la richiesta di pizzo. Spetterà adesso al collegio difensivo in sede di Riesame (composto dagli avvocati Antonietta Genovino e Michele Caiafa) ribaltare la decisione.

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Racket a Secondigliano, convalidato l’arresto di De Cicco: carcere anche per il complice

“Allora non hai capito? Mi devi portare 5mila euro, i compagni miei si sono ingrippati”. È questo uno dei passaggi più significativi del verbale di denuncia dell’imprenditore impegnato nel settore della panificazione che ha portato all’arresto di De Cicco ‘Masaniello’, il 56enne di Scampia arrestato due giorni fa dagli uomini del commissariato di Secondigliano (guidato dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro).

De Cicco stava uscendo da un panificio di Secondigliano con 700 euro appena riscossi e si è trovato di fronte gli investigatori della squadra investigativa e operativa del commissariato: i “fantasmi”, come vengono chiamati da tempo, lo hanno subito bloccato. Così l’uomo è finito in manette per estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Come ricostruito in sede di denuncia De Cicco avrebbe prima avvicinato l’uomo per l’acquisto di un televisore poi si sarebbe offerto come intermediario per aiutare l’uomo a recuperare un credito vantato con un fornitore. Al diniego dell’uomo sarebbero iniziate le richieste dirette, prima 5mila poi 6mila euro.

In un passaggio della denuncia la vittima racconta che De Cicco, insieme ad un complice, si sarebbe anche vantato spiegando di avergli consentito uno ‘sconto’ rispetto alle richieste estorsive degli altri clan: ”Non hai capito, grazie a me hai avuto lo sconto. Adesso però i compagni miei vogliono i soldi, vedi come ce li devi dare”. Vi è poi un altro retroscena nella vicenda: l’imprenditore era da poco entrato a far parte dell’associazione antiracket Fai di Secondigliano intestata a Nicola Barbato, aveva esposto il cartello pere rendere nota la sua adesione. Ma ciò non ha distolto Vincenzo De Cicco dal suo intento, anzi ‘Masaniello’ aveva chiesto all’uomo del perché fosse presente quel cartello: ”Ma che è sto cartello? Non ti fanno stare tranquillo quelli della Vanella? Mica hai denunciato?”.

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