Sono trascorsi quasi sei mesi da quando il settore italiano del gioco d’azzardo online è stato sottoposto a una radicale riforma normativa. Le modifiche introdotte avevano come obiettivo primario la riduzione del numero complessivo di piattaforme attive, l’incremento del gettito erariale e la garanzia di un ambiente più sicuro per gli utenti.
Finora, tali riforme si sono rivelate un autentico successo: i dati più recenti del settore evidenziano, infatti, un aumento dell’attività dei giocatori e una solida crescita dei ricavi. Riformare un mercato maturo come quello italiano ha rappresentato una scommessa audace, ma l‘Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) sarà senza dubbio ampiamente soddisfatta dei risultati ottenuti.
Riduzione del numero di siti
Uno degli scopi principali della revisione del sistema concessorio era il consolidamento del mercato del gioco online. Prima dell’introduzione delle nuove licenze, in Italia operavano oltre 400 siti di gioco d’azzardo. Oggi, il panorama si è ristretto a 52 piattaforme uniche gestite da 46 concessionari.
Questa drastica contrazione è riconducibile in gran parte all’eliminazione del modello operativo basato sulle cosiddette “skin”. In precedenza, questo sistema permetteva agli operatori di scommesse di utilizzare domini e interfacce grafiche differenti per il medesimo prodotto di gioco base, consentendo loro di gestire una molteplicità di siti web. Attualmente, ogni singolo dominio che offre servizi di gioco d’azzardo necessita di una propria concessione esclusiva.
Le piattaforme oggi operative continuano a offrire la medesima varietà di giochi del passato; a tal proposito, Goal.com propone un’analisi dettagliata dei migliori bonus casinò online offerti dagli attuali operatori. L’unica vera variazione riguarda esclusivamente il numero di domini attivi, senza intaccare la qualità e l’offerta dei singoli siti. L’unica vera variazione riguarda esclusivamente il numero di domini attivi, senza intaccare la qualità e l’offerta dei singoli siti.
Un quadro, questo, che trova perfetta rispondenza nei dati diffusi dai principali operatori del betting online e dalla stessa ADM nei mesi successivi alla riforma normativa.
Ricavi in continua ascesa
Uno dei principali indicatori della salute di qualsiasi mercato del gioco d’azzardo online è senza dubbio il fatturato, e le ultime cifre del settore confermano un eccellente stato di forma. A dicembre 2025, il primo mese intero successivo all’introduzione delle nuove concessioni, si è registrato un incremento della spesa del 18,4% su base annua, con le nuove piattaforme autorizzate che hanno incassato complessivamente 333,7 milioni di euro.
La spesa lorda dei giocatori, o Gross Gaming Revenue (GGR), per l’intero 2025 dovrebbe attestarsi, a bilancio definitivo, a quota 2,71 miliardi di euro. Per il 2026 le proiezioni attuali indicano un’ulteriore crescita del 9%, proiettando il giro d’affari verso i 2,94 miliardi di euro. Tutti segnali inequivocabili di una risposta più che positiva da parte degli utenti al nuovo assetto normativo.
Tutto ciò si traduce anche in un incremento delle entrate fiscali per l’ADM. Le aliquote applicate ai casinò online sono state innalzate al 25,5% del GGR, a cui si aggiunge un canone annuo del 3% per tutti gli operatori. È previsto inoltre un contributo obbligatorio pari allo 0,2% del GGR, con un tetto massimo fissato a 1 milione di euro, destinato direttamente alla promozione del gioco responsabile.
A coronare il quadro, va sottolineato il drastico aumento del costo delle concessioni. Se la precedente licenza comportava per gli operatori un esborso di 200.000 euro, la nuova concessione novennale prevede un costo moltiplicato per 35, arrivando a ben 7 milioni di euro. Se da un lato questa impennata dei costi ha costretto alcuni operatori minori ad abbandonare il mercato, dall’altro ha generato entrate per 364 milioni di euro derivanti esclusivamente dalle nuove licenze, superando di fatto le previsioni di gettito iniziali stimate in 350 milioni di euro.


